Di Battista: “Il M5S faccia il Movimento: dica no a Tap e Tav”

A Puerto Escondido, una graziosa località balneare del Messico, Alessendro di Battista festeggia il suo quarantesimo compleanno con un video messaggio ai militanti del Movimento. Le parole sono tutt’altre che dolci. Anzi. Sembrano dei macigni. E fanno male perché il suo j’accuse colpisce soprattutto la pattuglia dei suoi ex colleghi parlamentari.  Il Dibba dice, giustamente, di essere “libero, anche di pungolare il M5S” e lo fa, quindi, senza mezze parole. La stima in Di Maio resta intatta, per carità, perché “sta combattendo tantissimo”. Ma solo lui, gli altri “ministri M5S dovrebbero avere lo stesso coraggio di Luigi”.

Un coraggio che fino ad ora non è ancora emerso. Nelle parole dell’ex deputato del M5S sembra esserci rabbia e delusione perché vede il rischio di uno snaturamento della creatura politica che anche lui ha portato alla guida dell’Italia. Era facile gridare contro tutti quando si scendeva in piazza ma ora che si guida un Paese i toni sono cambiati. E vanno cambiati. Invece il Dibba vorre che tutti ritornassero ai vecchi metodi e temi. Temi, come lui stesso ricorda, che hanno portato tanti ma tanti voti ai cinque stelle. “Abbbiamo fatto battaglie importanti, contro il Tap, contro il Tav, opere del tutto inutili: coraggio, questo è il momento di spingere, non ci possiamo far distrarre da queste robe sul razzismo. Questa è distrazione di massa. Il Movimento deve fare il Movimento, ribadendo i “No” sani che abbiamo detto, perché ci abbiamo preso i voti su quella roba là”. Purtroppo per lui la Lega, l’altro azionista di maggioranza, vuole che l’opera venga realizzato. Ed occorre mediare.

L’altro regalo che si fa per il suo compleanno è l’annuncio di aver “restituito tutto il mio assegno di fine mandato, 43mila euro netti, la metà li ho destinati a progetti a sostegno della lotta alla malnutrizione in Congo, destinandoli ad un’Ong che si chiama Amka Onlus. Poi dato che si parla poco di terremotati – si parla solo di immigrazione, basta, basta – ho deciso di destinare l’altra metà alla Caritas di Rieti”. Oltre al Tfr ha versato anche 3500 euro al Fondo delle pmi. E quindi l’attacco alla Casta. “Immaginate chi si è fatto 6-7 legislature quanto si è intascato”, dice Di Battista. “Dato che parlano tanto di Africa questi politici di sinistra destinassero la metà di assegno di fine mandato alle popolazioni africane. E anche la Lega, che parla dei diritti dei piccoli imprenditori, destinasse i suoi soldi a loro. Qualcosa di concreto si può fare con i soldi che prende un parlamentare. Spero che qualcuno possa seguire questo esempio”, afferma Di Battista.

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