Delusione Juve. In finale vanno Benfica e Siviglia

Sarà Benfica – Siviglia la finale di Europa League. Tristezza e delusione in casa Juventus che avrebbe avuto la grande occasione di giocarsi in casa la finale. Ma così non sarà, l’ostacolo Benfica si è rivelato più arduo del previsto. Sarebbe bastato un gol, ma non è arrivato. E allora è risultato decisivo il 2 a 1 dell’andata. Peccato perché la Juve avrebbe meritato gol e qualificazione per quanto fatto vedere oggi e perché l’occasione era grossa vista l’inferiorità numerica dei portoghesi per l’espulsione di Enzo Perez, diventata doppia dopo l’infortunio di Garay nel finale. Onore e merito comunque anche al Benfica che, dopo aver perso Europa League e campionato nei minuti di recupero l’anno scorso, quest’anno ha già vinto il campionato, è in finale della coppa nazionale e per il secondo anno consecutivo centra la finale della seconda competizione europea. Non è un caso, quindi, che gli uomini di Jorge Jesus siano qui e abbiano fatto fuori la Juve di un Conte che schiuma rabbia. Il tecnico bianconero recupera Vidal e lo getta subito nella mischia mentre in difesa preferisce Caceres a Barzagli. La partenza è di marca portoghese e dopo 50’’ il Benfica sfiora il gol: rimessa lunga di Maxi Pereira, sponda di Luisao per Nolito che calcia di prima intenzione colpendo il braccio di Lichsteiner fortunatamente attaccato al braccio. Dopo pochi secondi arriva un altro cross pericoloso sventato dai difensori bianconeri. Ma il Benfica è aggressivo e la Juve, almeno all’inizio, sembra pagare questo atteggiamento. Ma minuto dopo minuto la Juventus cresce e guadagna metri e Pirlo all’ottavo chiama alla deviazione in angolo il giovane portiere sloveno Oblak che, dopo la superlativa prestazione in coppa, viene preferito ad Artur. Vidal, nonostante i suoi recenti problemi fisici, sembra stare benissimo ed è un’autentica spina nel fianco della difesa lusitana. Al 20’ il suo primo squillo con una deviazione volante che assume una parabola insidiosa e finisce sulla parte superiore della rete. La Juve prova a emulare lo schema su rimessa del Benfica e Llorente libera Tevez ma la sua girata è alta. Dalla mezz’ora in poi è solo Juve che meriterebbe ma non trova il vantaggio per centimetri. Al 36’ è Vidal a sfiorare il gol con una sponda di testa che diventa un tiro e sfiora il palo con Oblak che sembrava non poter arrivare. Al 43’, su una sorta di corner corto di Pirlo, Bonucci incorna ma la palla attraversa lo specchio con Tevez che arriva con una frazione di secondo di ritardo, quindi al primo di recupero Pogba regala una palla magica a Asamoah che crossa teso per Vidal che colpisce in qualche modo di testa, la palla prende in contropiede Oblak ma sulla linea salva Luisao. È la più grande occasione gol del primo tempo per la Juve che avrebbe meritato il vantaggio ma non lo ha trovato. Cosa che non avverrà neanche nella ripresa. Come già successo nel primo tempo, è il Benfica a partire meglio e al 50’ Nolito grazia Buffon e la Juve calciando alto dal dischetto sugli sviluppi di una mischia. Ci mette un po’ a carburare la Juve ma la sveglia arriva da Pirlo che al 61’ manda una punizione sotto la traversa ma Oblak ci arriva e respinge. Da qui in poi è solo Juve. Al 65’ Garay è prodigioso in anticipo su Tevez ma sulla sponda di Llorente c’è un intervento di braccio di Markovic che nessuno vede se non Conte che protesta. Quindi al 66’ la possibile svolta del match con la seconda ammonizione in pochi minuti di Enzo Perez che lascia in 10 il Benfica con Jesus che corre ai ripari togliendo Nolito e inserendo Almeida mentre la Juve aumenta il potenziale offensivo con Giovinco al posto di Bonucci per un 4 – 3 – 3 molto offensivo. Cambia il modulo e cambiano anche gli uomini con Osvaldo al posto di Llorente la staffetta Vidal – Marchisio. Il “principino” può essere subito decisivo con una palla geniale che pesca Lichsteiner davanta ad Oblak ma lo svizzero manca clamorosamente lo stop. Sempre Marchisio ripete lo stesso copione, pesca Pogba che rimette in mezzo per Osvaldo che va in gol ma l’urlo dello Juventus Stadium viene strozzato dalla bandierina alzata del guardalinee. Sale la tensione e ne fanno le spese Markovic e Vucinic espulsi dalla panchina per un principio di rissa. Il Benfica rimane addirittura in nove quando Pogba in rovesciata colpisce al volto Garay che lascia il campo a sostituzioni finite. Clattenburg da otto minuti di recupero ma il risultato non cambia anche perché Oblak è miracoloso al 96’ sul colpo di testa di Caceres. Finisce qui, fa festa il Benfica mentre la Juve piange lacrime amare, così come l’Italia che, a quindici anni di distanza dal trionfo del Parma, non riesce né ad alzare la coppa né a portare una sua rappresentante in finale con il ranking che piange e il Portogallo a scavalcarci. A contendere il titolo al Benfica sarà il Siviglia che passa il turno grazie a M’Bia con un gol all’ultimo respiro che manda gli andalusi in finale ai danni di un Valencia che era riuscito miracolosamente a ribaltare il 2 a 0 dell’andata segnando ben tre gol con Feghouli, Jonas e Mathieu. Ma all’ultimo secondo è arrivato il gol di M’bia a cambiare la storia della partita e di questa Europa League che ancora una volta non parlerà italiano.

Sebastiano Borzellino

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