Delrio valuta tasse sui Bot

Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, afferma che i problemi dell’Italia sono endemici e c’è bisogno di tempo per approcciarli. Questo è quanto dicevamo ieri in un nostro articolo pubblicato in economia, con riferimento al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Non uso inavvertitamente il termine “approcciare” perché conosciamo il male ma non siamo in possesso della cura, della terapia. Afferma Delrio che la squadra di governo è seria, e composta di persone che dimostreranno con i fatti di essere all’altezza, assicurando che non si vuole sforare il 3% di debito pubblico ed impegnandosi a reinvestire il 3% del Pil in ricerca e sviluppo. A suo avviso saremo l’“Italia che fa”, cosa non molto diversa dall’ “Italia del fare” di pdielliana memoria, e questo a partire dal taglio del cuneo fiscale. Saranno poi, sempre a suo dire, ricavate risorse dalla spending review, dalle operazioni industriali e dal rientro dei capitali. E quanto alla Pubblica amministrazione il problema sarà principalmente quella di renderla efficiente. Niente patrimoniale, assicura Delrio, ma il discorso è diverso per le rendite finanziarie, perché non in linea con la tassazione che c’è in Europa ed il problema di reperire più soldi va valutato. “Se una signora anziana ha messo da parte 100 mila euro in Bot” , è il suo l’esempio, “non credo che se le togli 25 o 30 euro ne avrà problemi di salute.”. Nel menù del governo ci sarà anche il conflitto di interessi, perché l’Italia deve diventare un Paese modello, ovvero che ha bisogno di una legge sul conflitto di interessi. Altro capitolo sono le riforme, sulle quali Delrio dice: “ L’Italicum non è stato congelato e se il Parlamento ci sta a fare le riforme, bene. Diversamente Renzi non ha paura delle urne. Delrio.”. A dire il vero Delrio non si esprime da sottosegretario della presidenza del Consiglio ma da portavoce di Renzi. . E su Nicola Gratteri chiosa: “E’ una figura di speranza per la gente comune. Sa, e glielo ho confermato anche stamattina , che se vorrà essere consulente del premier per la criminalità le porte di palazzo Chigi per lui sono sempre aperte” Gratteri, ricordiamo, era in corsa per il ministero della giustizia, ma non era stato valutato che era un magistrato in servizio. Pertanto non ha occupato la caselle della Giustizia, perché bloccato da Napolitano. E’ stato quindi il presidente della Repubblica ad escludere categoricamente la nomina di Gratteri, affermando che un magistrato non può diventare Guardasigilli. L’arbitro supremo è pertanto, e senza ombra di dubbio, Giorgio Napolitano.
Roberto Cristiano

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