Decreto 1° maggio, in arrivo il “salario giusto’’, il  Governo si prepara a celebrare la Festa dei Lavoratori con un nuovo intervento legislativo mirato

Il 1° maggio si celebra la Festa del Lavoro (o Festa dei Lavoratori), una ricorrenza internazionale riconosciuta in molti Paesi, inclusa l’Italia, dove è festa nazionale. Celebra le conquiste sindacali, i diritti dei lavoratori e commemora le lotte storiche per condizioni di lavoro più giuste, come la riduzione della giornata lavorativa a 8 ore.

È una giornata dedicata a ricordare le battaglie del movimento sindacale per i diritti, la sicurezza e la dignità sul lavoro.

La data commemora le manifestazioni operaie negli Stati Uniti, in particolare gli scioperi del maggio 1886 a Chicago (fatti di Haymarket) per ottenere le 8 ore lavorative.

Nel 1889, la Seconda Internazionale a Parigi scelse il 1° maggio per commemorare le lotte operaie. In Italia è festività ufficiale dal 1891.

Celebrazioni: In Italia è tradizione organizzare cortei, manifestazioni e il noto Concertone del Primo Maggio a Roma.

Prospettiva religiosa: Nel 1955, Papa Pio XII ha istituito la festa di San Giuseppe Artigiano, celebrata anch’essa il 1° maggio per dare un significato cristiano alla ricorrenza.

La giornata è un’occasione per riflettere sul valore del lavoro, sancito anche dalla Costituzione italiana, e per discutere di attualità sul tema della sicurezza e della stabilità lavorativa.

Ci sarà anche una norma sul “salario giusto” nel decreto 1 maggio, che Governo e il ministero del Lavoro stanno portando a conclusione. Ad annunciarlo è lo stesso dicastero guidato dal Ministro Marina Calderone. Nella nota diffusa da via Flavia si legge che il provvedimento al vaglio del governo vuole «dare un’ulteriore risposta alle aspettative e alle esigenze dei lavoratori e delle imprese e rafforzare i dati positivi del mondo del lavoro degli ultimi anni, con particolare riguardo ai segmenti con ancora grande potenziale, ossia donne e giovani».

Anche per il 2026 il Governo lavora a un Decreto 1° maggio. Non si tratta più di ipotesi ma di un provvedimento confermato dallo stesso Ministero del Lavoro, che con la nota pubblicata il 18 aprile, fornisce le prime linee guida sulle novità in fase di messa a punto. Il provvedimento punta a fornire risposte alle aspettative e alle esigenze di lavoratori e imprese, guardando a segmenti specifici come quello del lavoro femminile e dei giovani. Nel testo confluiranno inoltre novità in materia di “salario giusto”, superata la scadenza del 18 aprile per l’attuazione della delega in materia di stipendi e rinnovo dei CCNL.

Per farlo, il decreto punterà i riflettori sui segmenti che presentano ancora un alto potenziale inespresso: donne e giovani. L’idea è quella di rimuovere gli ostacoli all’ingresso e alla permanenza nel mondo del lavoro, promuovendo un modello più inclusivo e dinamico.

Ma non solo: il Governo intende estendere le tutele anche a settori spesso ai margini delle garanzie tradizionali, cioè per chi opera nella gig economy, così come si prevede un giro di vite contro lo sfruttamento lavorativo.

La nota del Ministero del Lavoro cita anche misure di sostegno alle famiglie, confermando l’ipotesi di un aumento dei fringe benefit per rispondere alla pressione del carovita.

Con l’obiettivo di garantire l’attuazione del diritto dei lavoratori ad una retribuzione proporzionata e sufficiente, tramite il rafforzamento della contrattazione collettiva e l’individuazione di criteri che riconoscano l’applicazione dei trattamenti economici complessivi minimi previsti dai CCNL maggiormente applicati, la legge n. 144/2025 approvata nel mese di ottobre ha delegato il Governo ad adottare uno o più decreti attuativi per conseguire i seguenti obiettivi:
assicurare stipendi giusti ed equi;
contrastare il lavoro sottopagato;
stimolare il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro;
contrastare i fenomeni di concorrenza sleale attuati tramite sistemi contrattuali finalizzati alla riduzione del costo del lavoro e delle tutele dei lavoratori (cosiddetto “dumping contrattuale”).

Una soluzione di compromesso dopo lo stop alla legge sul salario minimo legale. Il salario minimo di riferimento, nell’impostazione prevista dalla legge n. 144/2025, non è una somma fissa ma un valore basato sul CCNL più rappresentativo per ciascun settore.

Il Governo ha però saltato la scadenza del 18 aprile per l’attuazione della delega. La “promessa” del Ministero del Lavoro è di un intervento più celere e concreto proprio con il Decreto 1° maggio, provvedimento che punta a ribadire “un patto di fiducia tra Stato, parti sociali e cittadini”.

Circa R

Riprova

Der Leyen: ‘Social e l’età giusta per arrivarci’

La maggioranza dei partecipanti al sondaggio del Secolo sta con Ursula von der Leyen. Dopo …

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com