La Lega rilancia sull’argomento  ancora a poche ore dall’esplosione del caso Fedez. E il presidente della commissione Giustizia del Senato Andrea Ostellari annuncia, come detto, l’arrivo entro questa settimana di un testo del Carroccio «che mira a tutelare tutte le persone più vulnerabili, ampliando la sfera rispetto al testo Zan.

Dà un contributo tecnico importante – aggiunge – nelle parti in cui il ddl Zan viene criticato, non solo dalla Lega ma anche da parte della sinistra e delle associazioni femministe». Una mossa che fa infuriare il Pd, sceso in campo con il segretario Enrico Letta in difesa di Fedez, deciso a portare il testo direttamente in Aula. Insomma, incardinato in commissione Giustizia al Senato dopo l’ok della Camera a novembre scorso, il ddl Zan potrebbe registrare una battuta di arresto, in attesa dell’esame della nuova proposta che si aggiunge alle altre 5 (4 più quella di Zan) su cui, poi, il presidente della commissione dovrebbe tenere la sua relazione.

Per il vicepresidente dei senatori dem Franco Mirabelli sarebbe una provocazione,  un ostruzionismo vero e proprio secondo il Pd, determinato a non mollare questa battaglia: «Siamo ormai in una situazione mai vista in cui il presidente anziché essere garante e accettare il voto espresso settimana scorsa – insiste Mirabelli – vuole comunque impedire la discussione del ddl Zan.

In Aula, però, sul testo non ci saranno i numeri della maggioranza di governo, visto che Pd e 5 stelle sono ufficialmente a favore, mentre Lega e Fdi si ritrovano tra i contrari e Forza Italia si presenta divisa (per gli azzurri è prevista libertà di coscienza). «La campagna sul ddl Zan va avanti con menzogne senza contraddittorio portate avanti dai suoi sostenitori politici e non, sostenuto dalla grandissima parte dell’informazione, a cominciare dalla Rai», accusa l’azzurro Lucio Malan. Ma la capogruppo di Fi Anna Maria Bernini non è contraria a un dibattito sulla materia, cosa che invece esclude, con un ‘no’ secco, Antonio Tajani. Meno intransigente la posizione di Cambiamo: il testo «va rivisto», per Giovanni Toti, ma contiene anche «alcuni spunti positivi».

Parte in quarta, a sinistra,  Monica Cirinnà, che considera l’ultima iniziativa leghista una vera e propria «trappola », visto che Ostellari ne sarà relatore e in quanto tale «è padrone della vita e della morte del testo ».  A fronte della levata di scudi del suo partito, Matteo Salvini, che si era reso disponibile a incontrare Fedez, torna dietro le quinte e E  riunisce in videoconferenza, ministri, sottosegretari e capigruppo del Carroccio. L’incontro serve a fare il punto della situazione.