Ddl Zan, discussione bloccata in commissione al Senato

‘Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità’, è l’argomento principe del Ddl Zan, ormai divenuto virale per  la richiesta di accettazione della legge.

Nell’articolo 1 del testo, viene specificato anche che ‘per sesso si intende il sesso biolo­gico o anagrafico; per genere si intende qualunque ma­nifestazione esteriore di una persona che sia conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi; per identità di genere si intende l’i­dentificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corri­spondente al sesso, indipendentemente dall’aver concluso un percorso di transizione’.

La legge prevede la reclusione fino a 18 mesi o una multa fino a 6.000 euro per chi commette  atti di discriminazione fondati ‘sul sesso,  sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere o sulla disabilità’; il carcere da 6 mesi a 4 anni per chi istiga a commettere o commette violenza per gli stessi motivi; la reclusione da 6 mesi a 4 anni per chi partecipa o aiuta organizzazioni aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per gli stessi motivi. Per qualsiasi reato commesso per le finalità di discriminazione o di odio la pena viene aumentata fino alla metà. Il condannato per può ottenere la sospensione condizionale della pena se presta un lavoro in favore  delle associazioni di tutela delle vittime dei reati.

#diamociunamano è l’hashtag che sta iniziando a spopolare sui social. Cantanti, attori, politici, gente comune mostrano una mano con scritto ‘Ddl Zan’, ovvero la proposta di legge contro omofobia, transfobia, misoginia e abilismo. In questi giorni è stata rimandata la sua discussione in senato ma, dopo l’accaduto di Malika Chalhy e la sua storia virale, è ora di sbrigarsi. Alice Pagani, 23 anni e attrice di successo, è in copertina su Vanity Fair a lanciare il gesto virale. Insieme a lei, nel nuovo editoriale, troviamo le interviste al deputato Alessandro Zan, promotore del disegno di legge, al senatore Simone Pillon e a tutta una serie di giovani appartenenti alla ‘generazione Z’,  impegnati nella diffusione di una nuova consapevolezza sui diritti civili.

Ma è sempre scontro sul ddl Zan. Soprattutto ora che il fronte a sinistra si incrina. Perché iniziano a levarsi voci in difesa della libertà di opinione e anche voci di chi non gradisce il trattamento riservato dalla legge al concetto di ‘donna’. Le donne non sono una minoranza da tutelare, la formulazione della legge contro l’omofobia va quindi cambiata.

Il dibattito si fa infuocato e anche al Senato il muro contro muro va avanti. Il senatore leghista Andrea Ostellari, presidente della commissione Giustizia a Palazzo Madama, evita il voto in commissione. ‘Prendo atto  della spaccatura fra i rappresentati dei gruppi di maggioranza in commissione e segnalo come questa renda impossibile procedere serenamente con i lavori. Per questo chiedo un confronto politico sul metodo ai presidenti dei gruppi del Senato. Disegni divisivi come il ddl Zan non possono rallentare l’agenda della maggioranza’.

Il Pd sul tema dell’omofobia fa quadrato. Replica Anna Rossomando: ‘Sul ddl Zan la Lega fa catenaccio per non discutere il testo. Ma noi siamo determinati a votare per la calendarizzazione alla prossima riunione della commissione Giustizia. È finito il tempo della melina’. Non è da meno la senatrice Valente: ‘Il comportamento del presidente della commissione Giustizia Ostellari è inaccettabile. Nessuna forza politica può avere diritto di veto, nemmeno la Lega. La commissione Giustizia deve poter votare sulla calendarizzazione del ddl Zan, come hanno chiesto Pd, Leu, M5s, Iv e Autonomie’.

Maurizio Gasparri  si domanda quale vantaggio vi sia nel creare spaccature nella maggioranza. Nei giorni scorsi – osserva Gasparri – il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani aveva giustamente detto che bisogna evitare argomenti divisivi che rallenterebbero l’azione del governo e creerebbero evidenti contrasti nella ampia maggioranza che si è formata per affrontare una situazione di emergenza. In questo contesto bene fa il presidente della commissione Giustizia Ostellari a rinviare a riflessioni di maggioranza l’esame di provvedimenti come la cosiddetta proposta Zan, che creano elementi di confusione e che invece di garantire diritti rischia di alimentare veri e propri soprusi.

E arriva poi la proposta del senatore Pillon: accantoniamo la legge Zan, troppo ideologica, e discutiamo su un altro testo. “Non si può dire ‘o Zan morte’, perché così facendo ci si assume la responsabilità di dividere la maggioranza. Come Lega abbiamo detto sì alla discussione di una decina di provvedimenti proposti da altre forze politiche, mentre ci sono nostre proposte di calendarizzazione sulle quali non ci sono state date risposte.  E conclude: ‘Non accettiamo imposizioni da Pd e M5S  che insistono per spaccare le forze che sostengono il governo Draghi. Ci sono una ventina di testi sui quali possiamo lavorare insieme. Perché dunque insistere su testi ideologici, divisivi, inutili e pericolosi come il ddl Zan?’.

Il Senatore Pillon intervistato da Radio Radicale all’uscita dell’ufficio di presidenza della commissione ha detto che il Ddl Zan è ‘un provvedimento sul quale non c’è accordo nella maggioranza, e conseguentemente chi insiste con ‘o Zan o morte’ si prende la responsabilità politica di spaccare la maggioranza’.

Sempre ai microfoni di Radio Radicale, il dem Franco Mirabelli ha detto che il presidente della Commissione non ha voluto affrontare la questione. ‘Ostellari ha esercitato una sorta di potere di veto’ ha spiegato Mirabelli: ‘Il presidente avrebbe dovuto prendere atto di quello che avviene nella commissione, cioè avrebbe dovuto far decidere e se non c’è unanimità, si vota. Noi ci aspettiamo questo e se non succederà presto, ci rivolgeremo alla presidente Casellati non alla conferenza dei capigruppo’.

Anche il senatore di Iv Davide Farone è intervenuto sulla decisione di Ostellari, non mancando però di lanciare una stoccata anche ai 5 stelle. ‘Reputo ipocrita’ ha detto, ‘chi difende il ddl Zan e non dice una parola contro Grillo in quel video scandaloso. Se fosse stato approvato il disegno di legge Zan, Grillo sarebbe stato cacciato a pedate. Credo che questo ddl vada trattato, ci sono le condizioni per farlo’.

Per FdI, unico partito di opposizione, è intervenuto il senatore Luca Ciriani. ‘Lo spettacolo cui stiamo assistendo in aula l’Italia non se lo merita, il problema non è il ddl Zan ma una maggioranza divisa, rissosa e piena di contraddizioni. Quello che occorre chiedersi non è tanto quali siano gli argomenti divisivi in questa maggioranza ma se c’è qualcosa che la tiene unita’.

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