Ddl Pillon e Bonetti: ‘Lasciarlo nel cassetto’

‘Noi non molleremo mai, finché non sarà riconosciuto il diritto di tutti i bambini a stare con mamma e papà’, così il senatore della Lega Simone Pillon replica al ministro della Famiglia Elena Bonetti che intende archiviare il ddl sull’affido condiviso proposto dal leghista. Il ministro delle Pari Opportunità lo aveva annunciato durante una intervista a Radio24 spiegando di volerlo: ‘Lasciare nel cassetto’.

La ministra delle Pari opportunità e per la famiglia Elena Bonetti non ha alcuna intenzione di prendere in considerazione e discutere il ddl Pillon. ‘Se mi hanno lasciato nel cassetto una copia del ddl Pillon? Non mi sono informata, ma per quanto mi riguarda resterà nel cassetto’, scrive infatti su Twitter la neo ministra.

Il disegno di legge presentato a Palazzo Madama dal senatore leghista Simone Pillon, uno degli organizzatori del Family Day, è un progetto molto contestato da avvocati, psicologi e operatori che si occupano di famiglia e minori, dai centri antiviolenza e dai movimenti femministi. Un vasto fronte che aveva organizzato una manifestazione per il 28 settembre: una mobilitazione che è stato solo sospesa, non annullata.

La replica del senatore Pillon non tarda ad arrivare. “Come ampiamente prevedibile, – dice – il Pd vuole imporre l’agenda al Movimento 5 Stelle tentando di bloccare la riforma dell’affido condiviso, senza neppure leggere il lavoro fatto in questi mesi sul testo unificato. Evidentemente secondo il ministro Bonetti i figli delle famiglie separate sono bambini di serie B, condannati a perdere uno dei genitori, specialmente il padre. Pur di vendicarsi della Lega, dalle parti del Pd son disposti a calpestare i diritti dei più piccoli”.

Una proposte che incassa il plauso del Pd. Plaudo – dice il capogruppo Dem al Senato Andrea Marcucci – all’iniziativa della ministra Bonetti. Il governo ha bisogno di fatti concreti per marcare una svolta rispetto al passato. Archiviare per sempre il famigerato decreto Pillon vuol dire chiudere con una pericolosa concezione della famiglia e con un’idea medioevale delle donne. E’ una buona partenza.

 Il disegno di legge 735, meglio conosciuto come ‘ddl Pillon’, introduce una serie di modifiche in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei e delle minori. Il disegno di legge prende il nome dal senatore della Lega Simone Pillon, uno degli organizzatori del Family Day, uno dei portavoce delle principali battaglie dell’integralismo cattolico e il promotore del gruppo parlamentare ‘Vita famiglia e libertà’. È un progetto molto contestato da avvocati, psicologi e operatori che si occupano di famiglia e minori, dai centri antiviolenza e dai movimenti femministi, ma anche dalle relatrici speciali delle Nazioni Unite sulla violenza e la discriminazione contro le donne che lo scorso 22 ottobre hanno inviato una lettera al governo italiano.

Il disegno di legge Pillon prevede: equili­brio tra entrambe le figure genitoriali e tempi paritari; mantenimento in forma di­retta senza automatismi; contrasto della cosiddetta a­lienazione genitoriale. Non è citata esplicitamente, invece, la mediazione civile obbligatoria per le questioni in cui siano coinvolti figli minorenni.

Pillon ha spiegato l’obiettivo della sua legge: una progressiva de-giurisdizionalizzazione (il conflitto familiare non deve cioè arrivare di norma in tribunale) e la volontà di rimettere al centro la famiglia e i genitori lasciando al giudice il ruolo residuale di decidere nel caso di mancato accordo.

Il disegno di legge 735 si compone di ventiquattro articoli e prevede che le disposizioni introdotte, una volta entrate in vigore, si applichino anche ai procedimenti pendenti.

 

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