Datagate, l’Ecuador: “non accetta pressioni”. Saltati accordi commerciali con gli Usa

“L’Ecuador non accetta pressioni o minacce da nessuno”, questo è quanto hanno detto le fonti giunte dal  portavoce del governo di Quito, Fernando Alvarado, “non baratta o sottomette i suoi principi a interessi mercantili, qualunque sia la loro importanza”, ha continuato. Secondo le stime di Bloomberg, rinunciando al rinnovo degli accordi commerciali, l’Ecuador rischia di perdere almeno 40.000 posti di lavoro. Le dichiarazioni di Alvarado sono arrivate in risposta a quelle del senatore democratico del New Jersey Robert Menendez, presidente della commissione in Senato per le relazioni estere, che ha chiarito: “Il nostro Paese non premia la cattiva condotta”. Ma l’Ecuador sembra aver preso una posizione netta dato che secondo quanto è emerso dal portavoce la questione Datagate è stata posta come “ricatto” nel caso fosse stato concesso asilo politico a Edward Snowden, la talpa 29enne che ha rivelato al mondo programmi di sorveglianza dell’intelligence americana.

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