Damiano e Di Maio su ‘salario minimo’

‘Di Maio deve mettersi d’accordo con sé stesso’,   dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, sul salario minimo. “Se, come ha dichiarato in un’intervista – spiega – il Movimento 5 Stelle riconosce ‘il ruolo fondamentale delle rappresentanze dei lavoratori e la centralità della contrattazione’, non può avanzare una proposta che avrebbe come risultato l’opposto: la fuga delle imprese dal sistema contrattuale e la sua conseguente distruzione. Un salario minimo ‘complessivo’ di 9 euro lordi all’ora, come proposto dai 5 Stelle, equivale semplicemente ad una ‘paga minima senza diritti’, perché tutti sanno che il costo contrattuale globale di un’ora lavorata è superiore ai 20 euro. Accusare il Pd di non avere fissato, nella sua proposta (primo firmatario Nannicini), alcuna soglia di salario minimo vuol dire non averla letta: la soglia è il recepimento di legge dei minimi tabellari fissato dai vari contratti nazionali di categoria firmati dalle associazioni rappresentative”. La Commissione del Cnel ha soltanto il compito, a termine, di definire il salario tabellare di chi non ha ancora un contratto di lavoro, coinvolgendo le parti sociali al fine di individuare una media tra le retribuzioni dei vari settori. Per noi non si tratta di piantare bandierine elettorali, ma di difendere i lavoratori attraverso il rafforzamento della contrattazione.

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