Da operaia licenziata al successo come ‘locandiera’ street food

Passare in pochi mesi dalla catena di montaggio ai fornelli, o meglio al forno a legna. E’ la storia di Paola Mancini che, dopo aver perso il posto alla Merloni, ha iniziato a girare l’Umbria con un forno portatile comprato con la liquidazione e i risparmi di una vita. “Dopo 14 anni in fabbrica non e’ stato facile ripartire da zero, ma non potevo stare ferma: dovevo far studiare i miei due figli all’universita’. Cosi’ ho pensato di dedicarmi alla cucina, da sempre la mia passione”, ha dichiarato Paola. I primi a chiamarla per banchetti a domicilio sono stati amici e parenti. Quando ha capito che l’attivita’ poteva andar bene, Paola ha investito risparmi e liquidazione per comprare un forno a legna, l’ha fatto saldare su un carrello e ha iniziato a trasportarlo per l’Umbria col suo fuoristrada. “E’ un lavoro molto faticoso, ma sono abituata a lavorare anche piu’ degli uomini. Sono stata la prima donna assunta da Merloni in catena di montaggio, dove ho lavorato per 14 anni”.

Poi, nel 2008, e’ arrivata la crisi e la Merloni e’ entrata in amministrazione straordinaria per evitare la liquidazione. Per 2.300 dipendenti degli stabilimenti di Nocera Umbra e Fabriano e’ scattata la cassa integrazione di 3 anni. “Poi e’ arrivato Porcarelli, un nuovo imprenditore che ha rilevato l’intero perimetro industriale. Sono rientrate a lavorare 700 persone, ma io non ero tra loro”, ha dichiarato Paola. Visto che non riusciva a trovare un lavoro, se l’e’ inventato. Ora tutti a Gualdo Tadino la conoscono come “la locandiera”, perche’ organizza veri e propri catering a domicilio con l’aiuto di 2 ragazzi che ha assunto con un contratto di apprendistato. “Facciamo matrimoni, compleanni, battesimi e da qualche tempo abbiamo avviato un servizio pasti a domicilio. Ero partita con pizza, torte e dolci, ma poi ho dovuto arricchire il menu”. La ristorazione express va molto bene soprattutto in primavera e in estate, quando riesce a fare anche 4 servizi a settimana. Ma in inverno la domanda cala, cosi’ Paola ha aperto un laboratorio a Gualdo Tadino con annesso punto vendita, dove produce pane, pasta fresca, rosticceria e dolci tipici. Tutto realizzato rigorosamente con materie prime a km zero. “Prima di concedermi il mutuo, la banca ha voluto vedere i primi mesi di incasso. Ora gli affari vanno bene e sono felice, anche se ho 100mila euro di mutuo sulle spalle. Ho solo un rimpianto: non essermi licenziata prima da Merloni, ma con 2 figli non ho avuto il coraggio di rinunciare ad uno stipendio fisso”, ha concluso Paola.

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