Da CAMERA a Torino la grande mostra su Robert Capa e Gerda Taro

CAMERA Torino presenta una grande mostra su Robert Capa e Gerda Taro
Robert Capa e Gerda Taro: la fotografia, l’amore, la guerra
Durata evento: dal 14 febbraio al 2 giugno 2024
Orari: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle ore 11 alle 19; giovedì dalle ore 11 alle 21 (ultimo ingresso, 30 minuti prima della chiusura)
Sede: CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, via delle Rosine 18, Torino
Info: 011 0881151 | camera@camera-to
La mostra
É in arrivo dal 14 febbraio a CAMERA Torino la mostra Robert Capa e Gerda Taro: la fotografia, l’amore, la guerra, un altro grande appuntamento con la storia della fotografia – dopo le personali dedicate a Dorothea Lange e André Kertész – che racconta con 120 fotografie il rapporto professionale e affettivo fra Robert Capa e Gerda Taro.
Gli artisti: Robert Capa e Gerda Taro

Fuggita dalla Germania nazista lei, emigrato dall’Ungheria lui, Gerta Pohorylle e Endre – poi francesizzato André – Friedmann (questi i loro veri nomi) si incontrano a Parigi nel 1934 e l’anno successivo si innamorano, stringendo un sodalizio artistico e sentimentale che li porta ad impegnarsi nella fotografia e nella lotta politica. Per cercare di allettare gli editori in una Parigi in cui trovare committenze è sempre più difficile, i due inventano il personaggio di Robert Capa, un famoso fotografo americano arrivato da poco nel continente, alter ego con il quale André si identificherà per il resto della sua vita. Anche lei cambia nome e assume quello di Gerda Taro. La svolta decisiva però arriva nel 1936: la guerra civile in Spagna sarà il teatro dei loro scatti più noti – il leggendario Miliziano colpito a morte di Capa e la Miliziana repubblicana che si addestra in spiaggia, pistola puntata e scarpe con i tacchi, di Taro – ma anche la circostanza della tragica morte della fotografa.

L’intensa stagione di fotografia, guerra e amore di questi due straordinari personaggi è narrata nella mostra curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, attraverso le fotografie e la riproduzione di alcuni provini della celebre “valigia messicana”, scomparsa nel 1939 e ritrovata a fine anni Novanta, contenente 4.500 negativi scattati in Spagna dai due fotoreporter e dal loro amico David Seymour, detto “Chim”. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Dario Cimorelli Editore.

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