Da bomba occupazione a rischio quarta ondata, le incognite del Governo

La discontinuità con il predecessore Conte è ormai evidente: se, infatti, l’ex Presidente del Consiglio faceva del presenzialismo e della comunicazione l’arma in più, il suo successore Draghi sembra aver imboccato la strada opposta, quella del “silenzio operoso” visto che le mosse, alcune delle quali decisamente clamorose sono arrivate, in tempi record. L’atteggiamento, dunque, è diverso, problemi sul tavolo, invece, restano gli stessi.

Iniziamo da quella che secondo molti è una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere. La scadenza del 31 marzo,  quando cioè si esaurirà la proroga dello stop ai licenziamenti economici, si avvicina a grandi passi ed è in cima all’agenda e ai pensieri del Premier.

In assenza di una proroga, infatti, già ad aprile si dovrebbero fare i conti con un flusso di licenziamenti pari a 200 mila-300 mila unità. Per qualche mese, addirittura, il flusso apparirà raddoppiato o triplicato, in sintesi in media 120-150 mila licenziamenti al mese. Ma la proroga, alla fine, arriverà con il Governo che ha deciso di prorogare il blocco per altri tre mesi, fino al primo luglio, senza eccezioni, insieme alla contestuale estensione della Cassa Covid.

Accolte, dunque, le richieste dei Sindacati.” La proroga del blocco dei licenziamenti deve riguardare tutti, essere generalizzata”, ha ribadito il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini nel corso di una intervista ad Omnibus su La7 a proposito della proroga della misura oltre il 31 marzo.

Di “situazione molto critica” ha parlato il leader della Uil, Pierpaolo Bombardieri, a Radio Cusano Campus, sottolineando che “la pandemia non accenna a diminuire quindi continuiamo a chiedere al governo una proroga del blocco dei licenziamenti e degli ammortizzatori sociali. Non possiamo far scoppiare una bomba sociale di 1 milione di licenziamenti”.

INCOGNITA QUARTA ONDATA – Problema, dunque, rimandato ma tutt’altro che risolto. Per giunta, ad aggravare un quadro già preoccupante, i numeri – tutt’altro che rassicuranti – della curva dei contagi: solo ieri nel nostro Paese si sono registrati oltre 20 mila contagi. E dagli Stati Uniti arriva l’allarme per una possibile quarta ondata che potrebbe essere ancora più violenta.

Mentre alcuni Stati come il Texas stanno rimuovendo ogni restrizione anti-Covid, i Cdc, la massima autorità in campo sanitario negli Stati Uniti, ribadiscono l’allarme per una quarta ondata di casi a causa delle varianti. E prevedono si possa arrivare fino a 564 mila morti entro il prossimo 27 marzo. Considerando che ad oggi dall’inizio della pandemia le vittime negli Stati Uniti sono quasi 517 mila, se si avverassero le previsioni dei Cdc si assisterebbe a circa 47 mila decessi in poco più di tre settimane, con una media di quasi 2 mila morti al giorno.

Anche nel nostro Paese, tra gli esperi, c’è chi prevede una “quarta ondata” Intervistato dal Corriere della Sera, il fisico Giorgio Parisi guarda avanti e non toglie dal campo la possibilità di una nuova ondata del virus il prossimo inverno. “Io non sono preoccupato soltanto per la terza ondata che è in corso, ma inizio a temere per la quarta che potrebbe arrivare il prossimo inverno”, ha detto.

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