Cultura: Che cos’è la verità? …..E i filosofi cominciarono a litigare

Da sempre la domanda di Pilato divide i pensatori. È nota la domanda che Ponzio Pilato rivolse a Gesù nel pretorio: “Che cos’è la verità?”. – Dal Vangelo di Giovanni (18, 37-38) – e che non ha avuto nessuna risposta.

Forse mancò il tempo a causa dell’affanno del magistrato romano. Detto questo, egli uscì di nuovo verso i Giudei perché quell’uomo a poco sarebbe stato crocifisso, e che gli aveva già detto tutto.

La storia della filosofia, dovrebbe essere anche la ricerca della verità, e ha continuato per 2 millenni a rispondere al quesito. La domanda era già vecchia e intorno ad essa si erano azzuffati i greci. Ad Atene, Platone qualche secolo prima, aveva cercato in dialoghi, come il Cratilo e il Sofista, di stabilire cosa fosse la verità. Nella Metafisica, Aristotele, enunciò due teoremi sulla questione, diventata complessa. Del resto, tra i seguaci di Socrate circolavano rompicapo e paradossi, come quello di Eubulide di Mileto, noto “sofisma del mentitore”.

Nella prima formulazione si presentava in questo modo: ”Se menti dicendo di mentire, nello stesso tempo menti e dici la verità”. Ripreso anche dai logici del Novecento. Stoici ed epicurei non stettero zitti e misero in campo questioni non semplici.

A Roma molti credevano di saperlo, e taluni, qualche anno prima dell’era volgare, grazie a Lucrezio, sostenevano che questa verità si dovesse cercare nelle sensazioni che sono stessi manifestazioni delle cose.

Pilato, pronunciò la domanda probabilmente senza accorgersi, anche se è diventata la più celebre della storia sull’argomento. I pensatori di quel periodo ripresero sia i ragionamenti dei greci, sia il quesito evangelico.

Ora, un’Enciclopedia Filosofica come quella che stiamo presentando offre decine di voci che parlano della verità, forse perché nel nostro mondo non è facile stabilire cosa sia.

Chi la dice? La televisione? I politici? Il Vaticano? I professori?ecc.

Ci possiamo avvalere della facoltà di non rispondere, ma forse vale la pena ricordare che dalle risposte dei Padri della Chiesa e dei teologi medievali, tra la fine del XVI sec. e l’inizio di Francis Bacon riprese il quesito evangelico nel saggio della verità e sostenne che Pilato proferì le parole “scherzando” – senza – “aspettarsi una risposta”.

Friedrich Nietzsche, che ritorna sull’argomento, perchè non poteva perdere un’occasione tanto ghiotta, nell’”Anticristo”, dopo aver sottolineato che in tutto il Nuovo Testamento, c’è soltanto un’unica figura degna di essere onorata, e questa è appunto Pilato, si scaglia contro la verità. Egli non credeva, ritenendola un’invenzione della dialettica, della morale, di deboli e schiavi; prodotto che si sarebbe dovuto rottamare, e dell’episodio evangelico apprezza il nobile sarcasmo di un romano, dinanzi al quale si sta facendo un vergognoso abuso della parola….

Søren Kierkegaard, qualche anno prima, aveva già rovesciato il problema nel suo esercizio del cristianesimo, affermando che a Pilato venga in mente di interpellare Cristo a quel modo, in quel momento, questo prova che egli non aveva assolutamente l’occhio fatto per la verità. Poi parla della “confusione della domanda” che non avrebbe potuto essere più sciocca.

Oswald Spengler nella sua celebre opera “Il tramonto dell’Occidente”, esprime concetti che facevano venire il bruciore di stomaco a Benedetto Croce. Egli dirà: “Nella famosa domanda… è contenuto tutto il senso della storia”.

Hans Kelsen, giurista austriaco tra i più apprezzati del secolo scorso esamina la scena nei fondamenti della democrazia e, dopo aver notato che quel magistrato romano era un “relativista scettico”, scrive che agì con assoluta coerenza, rimettendo la decisione al popolo. Pilato si comportò da democratico.

Che dire? Cosa pensare? Una risposta di Gesù a Pilato si legge in un apocrifo, il Vangelo di Nicodemo, e che sulla verità si è continuato a discutere e riflettere, da Machiavelli a Pinocchio, compreso un litigio che scoppiò alla fine del Settecento tra Costant e Kant su come e quando dirla. Si poteva fare qualche eccezione, si doveva proferire sempre, anche davanti a un assassino. Come finì? La disputa non è ancora terminata. La verità va sempre in scena, con o senza Pilato.

Angelica Loredana Anton 

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