Cronaca a teatro, la storia di Rita Atria raccontata da Giovanna Cucè

Ieri sera, negli spazi raccolti di Binario30 Teatro, in via Giolitti a Roma, realtà interessantissima del rione Esquilino, il teatro si è fatto cronaca e la cronaca memoria viva.
La rassegna I venerdì a teatro ha ospitato uno degli appuntamenti del progetto di Giovanna Cucè “Cronaca a teatro. Le storie nella Storia”, un podcast dal vivo dedicato a Rita Atria, testimone di giustizia a soli diciassette anni.
Lo spazio intimo di Binario 30 riesce ad amplificare la forza del racconto togliendo la distanza tra chi narra e chi ascolta, lo spettatore è chiamato a entrare nella storia, a sostare dentro i fatti, senza scorciatoie emotive né semplificazioni.

Giovanna Cucè, giornalista d’inchiesta e volto del Tg1,  in piedi sul lato della scena è una presenza essenziale che legge i fatti, li ordina, li restituisce con precisione e misura. La sua narrazione diventa il trait d’union che guida lo spettatore nella comprensione di quanto accaduto, lasciando spazio alle immagini d’epoca e soprattutto alle parole di Rita, tratte dai suoi diari.

In scena pochi oggetti, un piccolo tavolo, una macchina da scrivere arancione, alcuni taccuini neri, un microfono, gli strumenti del lavoro di raccolta e di testimonianza. Oggetti che parlano di una ricerca della verità fatta con pazienza e responsabilità.

La storia è quella di Rita Atria, siciliana, nemmeno diciottenne, nata a Erice e cresciuta a Partanna, figlia di don Vito Atria. Una vita segnata dalla violenza mafiosa, dalla perdita, dal silenzio imposto che Rita decide di rompere collaborando con la giustizia, facendo nomi e cognomi e affidandosi al giudice Paolo Borsellino. Un gesto dirompente, soprattutto in un’epoca in cui la collaborazione femminile con lo Stato era ancora un fenomeno raro, quasi impensabile.

Donne sono le magistrate che rappresentano lo Stato, donne sono le testimoni che scelgono di stare dalla sua parte. Una linea sottile e potentissima attraversa il racconto, restituendo il valore politico e umano di quella scelta.

Il 26 luglio 1992, una domenica, Rita muore precipitando dal settimo piano di un palazzo in viale Amelia 23, a Roma, due stanze, un alloggio sotto protezione. “Suicidio”, si dirà, senza l’avvio di indagini approfondite, senza domande sufficienti. Muore una testimone di giustizia che aveva avuto il coraggio di denunciare i mafiosi del suo paese, muore mentre è sotto la responsabilità dello Stato e lo stesso Stato dovrebbe far luce su ciò che è accaduto.

A ricostruire la vicenda, a raccogliere e custodire gli atti, è stata negli anni l’Associazione Antimafia Rita Atria www.ritaatria.it a cui si deve il lavoro paziente di memoria e verità.

Al termine dello spettacolo, ho avuto occasione di parlare con Giovanna Cucè ed è emerso con chiarezza il senso profondo del progetto: “Cronaca a Teatro, la storia nella Storia, è il tentativo di rendere la notizia racconto, facendola uscire dalla frettolosità giornalistica per assaporare il gusto della narrazione orale. Il progetto di Binario 30 a cui ho aderito pesca nei fatti della Storia tra mafia, femminicidi, stragi, per raccontarli al pubblico con strumenti diversi”.
Ed è proprio questo che accade, la notizia smette di essere un titolo archiviato e diventa esperienza condivisa, Cronaca a teatro non cerca l’effetto, ma la comprensione, non offre risposte facili, ma invita a restare nelle domande.

La storia di Rita Atria, raccontata così, non appartiene solo al passato, ma interroga il presente e chiede, ancora una volta, di non essere dimenticata.

Il progetto “Cronaca a teatro. Le storie nella Storia” proseguirà fino all’8 maggio, continuando a dare voce a casi di cronaca spesso rimasti senza una narrazione completa, storie che interrogano ancora la coscienza civile e il rapporto tra verità, giustizia e memoria.

CRONACA A TEATRO
Le storie nella storia
I “podcast dal vivo” con Giovanna Cucè

BINARIO30 TEATRO
Via Giovanni Giolitti 159/163 Roma
info@binario30teatro.it – 3511830744

Loredana Margheriti

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