Croce Rossa lancia campagna ‘#cosedellaltromondo’ per l’Africa

La Croce Rossa Italiana, nella Giornata mondiale per la lotta alla siccità, lancia ‘#cosedellaltromondo’, la nuova campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi per l’Africa sub-sahariana. Nella zona è in corso una delle più gravi crisi umanitarie degli ultimi decenni, che ha ridotto alla disperazione milioni di persone. Secondo le Nazioni Unite, riferisce l’associazione, la carestia avrebbe colpito oltre 20 milioni di persone tra Somalia, Yemen, Sud Sudan e nord-est della Nigeria. A questi si aggiungerebbero 2,7 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria in Kenya, con un aumento del 46% in 6 mesi. Nel frattempo le autorità etiopiche informano che nel Paese 5,6 milioni di persone hanno bisogno di cibo e 9,2 di acqua potabile.

“Non si possono chiudere gli occhi – dice Francesco Rocca, presidente nazionale della Croce Rossa – davanti a un disastro umanitario come quello che i nostri operatori testimoniano quotidianamente in molte nazioni africane. Abbiamo deciso di lanciare questa nuova campagna per fare qualcosa di concreto in favore di milioni di persone che ora, proprio in questo momento, rischiano la vita. Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni: c’è bisogno di un intervento concreto e coeso urgente per evitare un disastro annunciato. C’è chi in Italia continua a ripetere slogan come ‘aiutiamoli a casa loro’, riferendosi alle popolazioni migranti che in tantissimi casi non hanno neanche una casa in cui tornare. Ribaltando in positivo uno slogan che non ci piace, con questa raccolta fondi potremo aiutare milioni di persone in serio pericolo di vita, evitando così che siano costretti a lasciare la propria terra”.

Dalla Croce Rossa fanno sapere che sono già a disposizione 300mila euro per contribuire alle attività di accesso all’acqua potabile, alla distribuzione degli aiuti alimentari e dei beni di prima necessità e ai programmi sanitari per migliorare lo stato nutrizionale dei bambini al di sotto dei 5 anni. Grazie al contributo dell’associazione italiana, in molte zone è stato possibile installare impianti di trattamento delle acque, sostenere i servizi ospedalieri e di riabilitazione fisica e garantire cibo e beni di prima necessità a milioni di persone.

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