Crisi finita. Di Maio: Accordo politico con Pd per Conte premier.

Dopo l’ennesima frenata sono ripresi i contatti tra Pd e M5S per la nascita del governo giallorosso. Se c’è il via libera a Giuseppe Conte lo stallo nasce sul nome di Luigi Di Maio. I Dem vogliono discontinuità e questo significa nessun ruolo da vicepremier al capo politico dei penta stellati: il cambiamento passa anche attraverso questo passaggio altrimenti, ragiona il Pd, si tratterebbe di un semplice rimpasto. E poi c’è il voto su Rousseau bocciato dai Dem: come metodo interno va bene ma non può condizionare Mattarella e stravolgere la Costituzione. Oggi è il giorno del dentro o fuori. Saliranno dal capo dello Stato tutti i big per arrivare in serata alla scelta definitiva: governo a Conte o nuove elezioni.

Di Maio: Accordo con Pd per governo Conte. Via libera del M5s ad un governo presieduto da Giuseppe Conte e sostenuto assieme al Pd. “Costi quel che costi manterremo gli impegni assunti con gli italiani”. Con queste parole Di Maio da vita alla nascita del nuovo esecutivo sostenuto da una maggioranza giallorossa. “C’è un accordo politico con il Pd affinché Conte possa ricevere il mandato. Il suo ruolo ci fa sentire garantiti sulle politiche del M5S. Abbiamo iniziato un lavoro e vogliamo terminarlo. Chiederò che il percorso di formazione parta dalla creazione di un programma omogeneo. È solo dopo aver definito le cose da fare insieme si potrà decidere chi sarà chiamato a realizzarle”. E dunque non chiarisce il suo ruolo all’interno del nuovo governo.

Salvini: Subito al voto. Conte scelto dal G7. La lega con Matteo Salvini ha ribadito al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che la via maestra per risolvere la crisi é il ritorno alle urne. E poi attacca Conte e il Pd. “Gli italiani sono sconcertati per l’indecoroso teatrino e spettacolo, quello de guerra delle poltrone, a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni”. E poi la stoccata dura a Giuseppe Conte. “Il presidente del consiglio lo hanno trovato a Biarritz ed è stato indicato da Parigi, Berlino e Bruxelles. Dunque un governo Monti bis”, conclude l’ormai ex vicepremier.

Berlusconi. Ritornare subito al voto. “Il governo Pd-M5S è una soluzione sbagliata è inadeguata ad affrontare i grandi problemi. Abbiamo manifestato al presidente della Repubblica la necessità di ridare la parola agli italiani. L’Italia ha urgente bisogno di una svolta liberale e liberista, basata su taglio delle tasse, riduzione spesa pubblica, taglio del cuneo fiscale. Bisogna ridare la parola agli italiani”, dice Berlusconi. Che aggiunge, rivolgendosi a Salvini, ” Forza Italia è il  pilastro insostituibile del centro destra e senza di noi la destra non potrebbe vincere e governare”.

Zingaretti a Mattarella: Sì a Conte nuovo premier di un governo del cambiamento.E’ terminato dopo poco più di 20 minuti il colloquio al Quirinale tra il capo dello Stato, Sergio Mattarella, e la delegazione del Pd guidata da Nicola Zingaretti. “Siamo disposti  a varare un governo con la guida di Giuseppe Conte”, dice il segretario Dem parlando alla vetrata dopo il summit con il presidente della Repubblica. “Abbiamo accettato le indicazioni del M5s sul nome del premier. Abbiamo dato il sostegno a una nuova iniziativa di governo. Non c’è nessuna staffetta da proseguire, c’è l’inizio di una nuova stagione politica e sociale”. “Abbiamo sottoposto a Mattarella l’esigenza di costruire un governo di svolta e cambiamento rispetto al passato. C’è una nuova sfida da iniziare, una nuova sfida da iniziare”. E poi indica i punti programmatici che per i Dem dovrebbero essere fatti propri dal nuovo esecutivo.

Delegazione del Pd arrivata al Quirinale. La delegazione del Pd è entrata al Quirinale per il secondo giro di consultazione. Il segretario Nicola Zingaretti è arrivato a piedi insieme al presidente Paolo Gentiloni e alla vicesegretaria Paola De Micheli.

Renzi: Serve un governo per l’Italia. “Quando si forma un Governo è normale che si affaccino ambizioni, richieste, desideri. Ma questo Governo nasce sulla base di una emergenza: evitare che le tasse salgano e che l’Italia vada in recessione. È un atto di servizio al Paese, innanzitutto”, scrive l’ex premier e segretario Dem, Matteo Renzi. “Tutto è cominciato perché qualcuno ha chiesto “i pieni poteri”. Il potere non è sostantivo: il potere è un verbo, poter cambiare le cose. Mettiamoci a servizio provando a dare senza chiedere. E tutto sarà più semplice”, conclude il senatore del Pd.

Zingaretti: “Salvini isolato e sconfitto”. “Un risultato è già evidente: Salvini che era il principale protagonista è isolato e sconfitto. Un risultato di rilievo non solo nazionale, ma dobbiamo sapere che solo il successo delle politiche del governo che dovrà nascere potrà garantire il radicarsi di una situazione nuova”, ha affermato ancora Nicola Zingaretti.

Zingaretti: “Per le Regionali valutare alleanze con nuovo quadro politico”. “Davanti a noi abbiamo elezioni difficili in Regioni diverse. L’Umbria tra poche settimane. Poi Calabria, Veneto, la Toscana e l’Emilia Romagna. Appuntamenti fondamentali che dovremo affrontare stringendoci accanto a chi li combatterà in prima fila. Dobbiamo fare ogni sforzo per costruire in ciascuna di queste realtà l’offerta politica e programmatica più credibile. Anche naturalmente sul versante di alleanze che il nuovo quadro politico potrà favorire, ma che comunque andranno verifica te e costruite sempre sul primato di valori e programmi condivisi”. Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nel corso della sua relazione in direzione.

Zingaretti: “Governo con premier arbitro e due forze non regge”. Per far nascere un nuovo governo, Il Pd chiede al M5s “un cambio e la concretezza di un impianto diverso a partire dal metodo”. Lo ha dichiarato Nicola Zingaretti, aggiungendo: “Non vogliamo un premier arbitro e due forze che sommano i rispettivi programmi e valori, mantenendoli però distinti in un doppio binario che non prevede mai una sintesi. Questa impostazione, quella del contratto di governo, non poteva reggere. E’ stato un errore”.

Salvini: “L’unico collante tra M5s e Pd è l’odio verso di me”. “L’unico collante dell’accordo tra M5s e Pd è l’odio nei confronti della Lega e di Salvini, ora iniziano a scriverlo anche sui giornali”. E’ quanto afferma Matteo Salvini, aggiungendo: “Sono pronti a tutto pur di non dare la parola agli italiani, non c’è una maggioranza in questo Parlamento. Il bene del Paese è sciogliere le Camere subito”.

Rousseau? Colle si attiene a decisioni gruppi. Il Quirinale si atterrà alle decisioni dei gruppi parlamentari che sono consultati anche oggi dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È quanto trapela al termine delle prime consultazioni di questa mattina.

Fraccaro: “Attacchi a Di Maio sono a tutto il M5s”. “In questa fase delicata per l’Italia è necessario un atteggiamento costruttivo da parte di ciascuno”. Lo ha affermato Riccardo Fraccaro, aggiungendo: “Il M5s sta lavorando con grande senso di responsabilità per dare subito risposte ai cittadini. I continui attacchi a Luigi Di Maio sono attacchi a tutto il MoVimento 5 Stelle e alimentano un sistematico scontro sulle persone, distogliendo l’attenzione dai temi che devono restare al centro del dibattito. Al Paese servono soluzioni e tutti hanno il dovere di dare il proprio contributo mettendo da parte veti e invettive”.

Delrio: “Stasera ci sarà il nome del premier incaricato”. “La direzione ha dato un mandato in pratica all’unanimità al segretario, stasera ci sarà il nome del premier incaricato, poi c’è tanto lavoro da fare. La strada è ancora lunga”, dice il capogruppo alla Camera del Pd, Graziano Delrio, dopo la Direzione dei Dem.

Il Pd dà mandato a Zingaretti per nuovo governo. La direzione del Pd ha dato mandato a Zingaretti a dare la disponibilità nelle consultazioni a verificare le possibilità di un nuovo governo con un mandato esplorativo. Tutti i componenti della direzione hanno votato a favore della relazione del segretario, tranne il senatore Matteo Richetti.

Meloni: al voto o è un inganno. “Abbiamo ribadito la nostra posizione chiara e semplice. Per noi l’unico o sbocco possibile è lo scioglimento immediato delle Camere ed il ritorno alle urne”. A dirlo, al termine del colloquio con Mattarella, è Giorgia Meloni, spiegando di aver chiesto al presidente “di valutarlo anche nel caso in cui M5S e Pd confermassero la loro volontà di procedere verso il ‘patto della poltrona’, che è un inganno”.

Patuanelli: “Consultazione Rousseau dopo conferimento incarico”. Il voto su Rousseau ci sarebbe dopo un eventuale incarico a Giuseppe Conte per formare il governo? “Si'”. Lo ha detto il capogruppo al Senato Stefano Patuanelli rispondendo ai giornalisti. “C’è un presidente che accetta un incarico con riserva – ha spiegato – la decisione finale ciascuno la prende a suo modo, ci sono partiti che decidono nelle loro segretarie, noi tramite centinaia di migliaia di persone”.

M5s, Patuanelli: “Percorso Rousseau condiviso con Conte”. “Il M5s ha sempre dimostrato di voler coinvolgere gli iscritti attraverso la sua piattaforma. Anche quando si tratta di scelte che avvengono nelle istituzioni”. Lo ha detto il capogruppo al Senato del M5S Stefano Patuanelli. “Il percorso su quando farlo è stato condiviso con gli organi istituzionali compreso il presidente Conte”, ha aggiunto.

Zingaretti: “Aperto a Conte ma ora equilibri accettabili”. “Noi abbiamo accettato il peso della responsabilità nei confronti del Paese. Chiederemo una discontinuità. Potevamo scegliere diversamente? Forse. A partire dalla figura del premier. Ma abbiamo deciso di aprire alla scelta di Conte perché cosi’ ha deciso il M5S”, è quanto avrebbe detto il segretario Pd Nicola Zingaretti in direzione, a quanto viene riferito da diversi presenti. Il leader Dem ha invocato “un modello diverso di governo rispetto al precedente” ed “equilibri accettabili per tutti”.

Di Maio: “Si pensi alle soluzioni, non a colpire me”. “Sono ore molto difficili per il Paese, in cui ognuno dovrebbe saper dimostrare responsabilità. Mi sorprende che qualcuno sembri essere più concentrato a colpire il sottoscritto che a trovare soluzioni per gli italiani”. lo dice Luigi Di Maio, aggiungendo che “questa è la politica, anzi una certa politica, abituata a concepire il dibattito non come occasione di crescita, bensì come uno scontro continuo e sistematico sulle persone”.

M5s, D’Uva: “Clima costruttivo ma basta attacchi a Di Maio”. “Stiamo lavorando e continuiamo, sui temi il clima è molto costruttivo e positivo”, dice il capogruppo M5S Francesco D’Uva al termine dell’incontro con la delegazione del Pd. “Ma chi attacca Di Maio attacca il M5s”, ha aggiunto.

Terminata la riunione fra delegazioni Pd e M5s. Si è conclusa la riunione alla Camera fra le delegazioni di Pd e M5s a cui hanno partecipato, fra gli altri, i capogruppo dem Andrea Marcucci e Graziano Delrio e quelli del Movimento Cinque Stelle Francesco D’uva e Stefano Patuanelli.

Zingaretti: “No Di Maio vicepremier, ci deve essere governo nuovo”. “No: ci deve essere un governo nuovo”, è quanto ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, arrivando a Montecitorio per la direzione del Pd, sulla possibilità che nel nuovo Governo M5s-Pd Luigi Di Maio resti vicepremier. In ogni caso “la cosa importante è dare futuro all’Italia”.

Calenda: “Se ci sarà l’accordo con M5s lascerò il Pd”. “Sarò coerente, dal primo giorno in cui mi sono iscritto al Pd ho detto che non sarei rimasto se ci fosse stato un accordo con i 5 stelle”. Lo ha affermato l’europarlamentare del Pd Carlo Calenda, aggiungendo che “lavorerò per costruire una casa per chi non si sente rappresentato da questo rapporto con i 5 stelle che nasce male. Quando il Pd avrà di nuovo voglia di combattere spero di ritrovare alcune persone sulla strada”. “Caro Nicola, Caro Paolo, vi prego di voler accettare le mie dimissioni dalla Direzione nazionale del Partito democratico”. Lo scrive l’eurodeputato Dem, Carlo Calenda,  in una lettera indirizzata a Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni. La decisione era stata già annunciata nelle scorse ore in risposta all’accordo di governo con il M5S. “Stringendo questa alleanza, il Pd rinuncia a combattere per le sue idee e i suoi valori. E questo non posso accettarlo”, scrive Calenda nella lettera di dimissioni pubblicata su Huffington post.

Orlando: “Inaccettabile che il voto su Rousseau impatti sulla Carta”. “Se il voto su Rousseau dovesse entrare in conflitto con la procedura prevista dalla Costituzione e incidere sulle decisioni del Capo dello Stato sarebbe inaccettabile. Se è uno strumento di decisione interna è un altro discorso”, è il pensiero del vicesegretario Pd, all’arrivo alla Camera per la direzione del partito.

Orlando: “Con un premier M5s serve un vice del Pd”. “Non c’è un problema Di Maio, ma c’è un problema di struttura di governo. Se c’è un premier del Movimento 5 stelle è giusto che ci sia un vicepremier del Partito democratico. Serve a fare comprendere che stiamo entrando in una fase effettivamente nuova”. Lo ha detto Andrea Orlando entrando alla Camera per la direzione del Pd.

 

 

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