Crisi di governo tra Di Maio, Casini e Berlusconi

‘Questa crisi è pericolosa e va risolta in fretta, con un altro esecutivo o con il voto, secondo ciò che il presidente della Repubblica riterrà più opportuno. Non entreremo mai nella maggioranza del governo Conte e non vedo la disponibilità dei partiti per un’ipotesi Draghi. Chi di noi ha dato la fiducia ha fatto un grave sbaglio’,  afferma Silvio Berlusconi che invita Matteo Renzi ad andare fino in fondo e a passare ora dall’astensione al voto contro la fiducia al governo che aveva contribuito a far nascere: ‘Non vedo come Fi potrebbe sostenere mai il governo Conte, che è espressione di forze politiche incompatibili con noi e del resto non ha ottenuto risultati soddisfacenti  tanto è vero che lo stesso premier ha parlato più volte in questi giorni della necessità di una svolta, di un cambio di passo. Come sarebbe possibile con gli stessi partiti che hanno governato finora?’.

Berlusconi respinge il paragone tra i responsabili che votarono il suo governo nel 2011 e quelli che oggi cerca Conte:  ‘Quelli di allora mantennero in vita un governo rispettoso del risultato elettorale, il governo Conte di oggi, invece, nasce da forze politiche che alle urne a marzo 2018 si erano combattute ferocemente e che le elezioni le avevano perse’.

Quanto a Renzi, il leader azzurro afferma che ‘si è ritirato dal governo che lui stesso si era vantato di aver fatto nascere un anno fa. Ha aperto una crisi politica, ma fin qui non ha potuto o voluto andare fino in fondo. Sa al Senato Iv avesse votato no alla fiducia, il governo Conte non esisterebbe più. Fin dai prossimi passaggi parlamentari, Renzi avrà l’occasione di trarre le conseguenze delle sue azioni. Una risposta anche su quello di cui si parla come il futuro partito di Conte che punterebbe agli elettori di centro.  Non capisco come potrebbe occupare il centro chi ha guidato prima un governo M5s-Lega e poi un governo M5s-Pd. Tutte forze che non si definiscono certo di centro’.

‘O nei prossimi giorni si trova la maggioranza, altrimenti sono il primo a dire che stiamo scivolando verso il voto’,   ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Mezz’ora in più su Rai3:  ‘Solo che in tempi normali si poteva votare anche ogni anno, in questi tempi ci giochiamo Recovery, o.

Secondo Pierferdinando Casini Giuseppe Conte dovrebbe recarsi al Quirinale e rassegnare le dimissioni e, forte di reincarico, recuperare il dialogo con Renzi. Casini ha commentato le affermazioni di Di Maio sul rischio di elezioni se non si risolve la crisi in 48 ore: ‘Se fossi di Maio direi lo stesso, sapendo che è una bugia. Di Maio è stato bravissimo ad imparare, è più politico di me e dice ciò che alcuni del Pd dicono. Il tema elezioni serve per esasperare e spingere qualche parlamentare a sostenere il governo. Il tema vero è una crisi che è ancora aperta. La rincorsa ai responsabili ha la colpa di uccidere la credibilità del governo. Il tema vero è la politica, quando la politica è sostituita dalla aritmetica è la fine, quando un governo fa il conto con il pallottoliere cade, ricordatevi di Prodi e Berlusconi’.

Ho fatto quello che potevo – dice in una intervista a ‘Repubblica’ Bruno Tabacci, presidente di Centro Democratico e tra i principali promotori dei ‘costruttori’   ma i numeri restano incerti e a questo Paese non serve una maggioranza raccogliticcia. A Conte ho suggerito un gesto di chiarezza: dimettersi per formare un nuovo governo. E se non ci riesce, si va al voto. Per vincere”.

Lo stallo potrebbe saltare mercoledì sulla relazione del ministro Bonafede alle Camere, sui cui il governo rischia di essere bocciato, tanto che si ipotizza uno slittamento a giovedì per guadagnare tempo. I pentastellati fanno quadrato attorno al ministro. ‘Il lavoro del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per migliorare e riformare il campo della giustizia è sotto gli occhi di tutti. Il Paese sta attraversando un momento complicato, ma anche in questo difficile anno, dove i tribunali sono rimasti chiusi a causa della pandemia, la giustizia non si è mai fermata ed è stato portato avanti un grande lavoro per aumentare notevolmente la digitalizzazione del processo’, affermano in una nota di deputati e le deputate del MoVimento 5 Stelle, componenti della commissione Giustizia della Camera.

‘Ancora prendere tempo? Il Paese è bloccato e ha bisogno di un governo nel pieno delle sue funzioni e di risposte. Cosa voteremo? Ascolteremo e voteremo, certo il ministro Bonafede non può metterla sul piano di un confronto personale qui si tratta di idee politiche’, ha detto a SkyTg24 la senatrice di Italia Viva Teresa Bellanova, a proposito della relazione sulla giustizia:  ‘Bonafede sa da tempo che per noi una giustizia giusta non significa mai diventare manettari ma significa una politica riformista. Se la relazione si basa sulle idee che Bonafede ha portato avanti negli anni è difficile che Iv possa votarla’.

Uno scenario fluido che mette in moto le mosse di Forza Italia e dei centristi che rilanciano il governo di unità nazionale. ‘L’opzione voto noi non l’abbiamo mai chiesta ma è la situazione che ci sta portando lì. Noi abbiamo sempre anteposto l’interesse nazionale a quello di partito. Non siamo noi che spingiamo per il voto’,  – dice il vicepresidente di Fi Antonio Tajani a Skytg24:  ‘sono i loro veti incrociati che rischiano di portare l’Italia al voto ma la parola poi, se Conte cadrà, sarà al Capo dello Stato che dovrà decidere il da farsi. Non abbiamo premuto noi per andare al voto ma le conseguenze rischiano di essere inevitabili. Noi non diamo aiuti sottobanco, ci affidiamo alla saggezza del presidente della Repubblica’.

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