Crisi di governo e ‘colpo d’ala’ di Matteo Renzi

Il Pd,   che da tempo non esprime più una linea comprensibile,  ha offerto, con la  crisi di governo, a  Renzi di manifestarsi in  ‘un colpo d’ala’. In conferenza stampa al Senato l’ex premier  annuncia che una maggioranza esiste,  così come la sua disponibilità a partecipare a un governo che duri a lungo: ‘Il mio appello è serio e non si impicca alle formule. Io lo chiamo governo no tax perché deve mettere mano all’Iva e a mille questioni aperte’. Questioni che va  ad elencare, prima bozza di programma del nuovo esecutivo M5s-Pd: taglio dei parlamentari, un piano contro il dissesto idrogeologico e per ‘l’economia circolare’, piano sulle periferie e un accordo per portare una figura di spessore alla Commissione europea. In pratica un appello  ai Cinquestelle e al ‘suo’ Pd che devono trovare una convergenza che vada oltre il voto al Senato.

Siamo di fronte a un fatto clamoroso, e nella mia veste di ex premier trovo che sia un passaggio che non va sottovalutato: è la prima volta che si apre una crisi in pieno Ferragosto e si ipotizza di votare in piena sessione di bilancio, che la nomina del commissario Ue è fuori dall’ordine del giorno, che c’è un clima d’odio generalizzato. Avverto il bisogno di lanciare un appello a tutte le forze politiche che oggi ha lo spazio per essere accolto. Salvini scopre di essere in minoranza.

Io non so se il Pd prende il 25% se si vota, so che se l’Iva arriva al 25% è un disastro per il Paese, è sicura la recessione.   Si può evitare, ma ci vuole il coraggio e la forza di formare un governo. Capitan Fracassa Salvini ha fallito, e ha creato una crisi inspiegabile anche ai suoi, tanto che nei sondaggi è evidente che la sua fama di uomo invincibile sta crollando. Sarebbe comodo per noi stare nell’angolino a dire ‘ve l’avevamo detto’ ma da uomo delle istituzioni voglio lanciare un appello che mi costa molto dal punto di vista umano. Ho ricevuto insulti incredibili dalle forze politiche cui mi sto appellando, che hanno utilizzando nei confronti della mia famiglia espressioni che vanno oltre i limiti della civiltà. Ma prima viene l’esigenza dello Stato. Di fronte a un premier che chiede pieni poteri non c’è possibilità di stare alla finestra.

Renzi chiede ‘un tutti’ contro Matteo Salvini, abbandona ogni piano di scissione dal Partito democratico, ribadendo lealtà al Pd e al suo segretario almeno durante la gestione della crisi: ‘Zingaretti ha invocato unità e che sia la segreteria a gestire questo passaggio: mi sembrano due richieste comprensibili e da accogliere. Ho parlato da ex presidente del Consiglio,  il segretario del Pd ha tutti i diritti e i doveri di gestire questa fase insieme ai capigruppo. C’è una discussione aperta con toni anche diversi, mi ha fatto riflettere Bettini,  che per primo ha proposto un governo di legislatura, con un programma solido e di ampio respiro’.

 ‘Voglio fare un appello all’unità del partito democratico perché di fronte ai pericoli che ci sono per la democrazia, sarebbe davvero sbagliato in questo momento dividerci o dare segnali in questo senso’,  dichiara Nicola Zingaretti:  ‘Non credo sia possibile e credibile un’ipotesi che preveda un governo per fare la manovra da cui questo governo sta scappando per poi andare a votare questo sarebbe davvero un regalo a quella destra pericolosa che tutti vogliamo fermare. Apriamo la crisi e vedremo con Mattarella quale è la forma migliore più seria e credibile per salvare l’Italia’.  Le elezioni per Zingaretti sarebbero l’unico modo per togliersi di mezzo i renziani, che sono ancora in maggioranza tra i parlamentari dem. Sono invece  da scongiurare per Renzi  perché ha di fronte la possibilità di tornare in sella.

In realtà ci sono due Pd: uno ha i gruppi parlamentari e un altro ha il partito.

Per Massimo Cacciari il Pd è al momento una scissione tra poveracci e  si dice contrario a un accordo di governo tra Pd e Cinque Stelle: ‘Sarebbe una sciagura, una iattura, bisognava da subito lavorare per un dialogo con il Movimento, non per un’intesa di governo ma per un dialogo politico, cioè creare le condizioni per cui all’esplosione della crisi tra Lega e 5 stelle ci sarebbe stata sul campo la possibilità di qualcosa di politicamente serio. Quando ha fatto le primarie, Zingaretti lo ha detto e poi non ha fatto nulla’.

Per l’ex sindaco di Venezia, il Pd  è a un passo dallo sfascio: ‘Contro il voto e la prospettiva di un governo di centro-destra a trazione leghista, insomma, grillini, renziani e sinistra ripropongono la più classica ammucchiata in nome della costituzione e della responsabilità che ricorda molto lo schema francese, dove gli avversari di Marine Le Pen, più che proporre un’idea loro hanno sempre aizzato i loro elettori a votare contro Marine’.

A Matteo Renzi nulla interessa di salvare la democrazia italiana e vuole solo riprendersi il Pd,   assicurandosi  del tempo per allontanare il momento voto  e riprendere le redini del Partito Democratico.

 

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