Crescita di miliardari e diseguaglianze

I dati sull’economia italiana sono attualmente contrassegnati dal segno meno, come ad esempio il Pil, la produzione industriale e l’occupazione. La realtà è molto significativa se consideriamo che i supermiliardari in euro, ed in dollari,  in Italia sono aumentati in un anno di quattro unità, raggiungendo il numero di 33. In dodici mesi la loro ricchezza è passata da 97 a 115 miliardi, con un  incremento del 18,6 per cento, contro il 12 per cento mondiale, pari al 5,7 per cento del Pil, come rivela l’ultima ricerca di Wealth-X e Ubs. In Europa solo la Gran Bretagna supera per diseguaglianza nella distribuzione dei redditi l’Italia, dove il 10 per cento delle famiglie più ricche possiede circa il 47 per cento della ricchezza netta nazionale. Nelle misure che il governo Renzi sta cercando di varare non vi è traccia di azioni concrete per ridurre le diseguaglianze, perchè quando la crescita va in negativo ed il profitto generato dalla ricchezza cresce esponenzialmente si divarica la diseguaglianza. I ricchi, in tal caso, diventano più ricchi ed i poveri più poveri. Il Jobs Act non risolverà i problemi, a cominciare dalla disoccupazione, perchè le riforme del mercato del lavoro non potranno creare nuovo lavoro ed il libero mercato non risolverà un bel niente. E’ necessario un sistema di redistribuzione equo che non arriverà sicuramente dalla flessibilità e dalle riforme.

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