Cresce la manovra con sicurezza e cultura

Sicurezza, cultura, Sud, casa e famiglia, con l’intervento sulle banche collegato al decreto del governo sono le principali novità della Legge di Stabilità, sulle quali ieri erano in corso le ultime votazioni alla Camera. In realtà è diversa, e più rigida, rispetto a quella approvata dal Governo a metà del mese di ottobre e poi ritoccata nel corso dell’esame del Senato. La scelta più significativa è stata annunciata da Padoan e riguarda i circa 3 miliardi di ulteriore disavanzo senza, per questo, condizionare il via libera dell’Unione europea. La legge di stabilità 2015 è stata approvata la sera del 15 ottobre scorso da parte del Consiglio dei ministri ed è arrivata al Quirinale per la firma del presidente della Repubblica dopo diversi giorni, ottenendo la bollinatura della Ragioneria di Stato il 22 ottobre. Il via libera in prima lettura in parlamento è arrivato dalla Camera il 30 novembre. Nel complesso, la prima finanziaria del governo Renzi contiene interventi nell’economia per un totale di 36 miliardi di euro, con una manovra fortemente consistente. Il governo, tramite il premier Matteo Renzi e il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ha fatto sapere di attendersi molto dall’entrata in vigore di questa manovra. Le maggiori spese in cultura e sicurezza faranno lievitare il rapporto deficit/Pil al 2,4 per cento rispetto al 2,2. Pertanto si avvicina ai 18 miliardi la quota di manovra finanziata in deficit. Il governo   attende un forte effetto espansivo in termini di economia, ma l’esecutivo potrebbe trovarsi in serie difficoltà se in primavera la commissione europea non dovesse dare il via libera alla clausola dei migranti e, ancor di più, se fossero bocciati gli altri sconti legati a investimenti e riforme. Vediamo in dettaglio i punti principali della legge di stabilità 2015. Tra i provvedimenti più importanti della manovra economica bisogna ricordare quelli relativi all’innalzamento del tetto del contante che sale da mille a 3mila euro. Restano fuori da quest’intervento i compensi elargiti dalla P.A. Per i medici arrivano contratti di lavoro flessibili con proroga fino al 31.10.2016 e un concorso straordinario per l’assunzione di medici e infermieri da bandire entro il 31 dicembre 2016. Sì ai micro-pagamenti con bancomat anche sotto i 30 euro, e al pacchetto pensioni con  settima salvaguardia esodati e part-time con contributi figurativi pieni. Prevista anche la proroga della decontribuzione al 2017 per i contratti a tempo indeterminato. Novità anche per l’autovelox perché potranno essere accertate anche le violazioni dell’assicurazione Rc auto e l’omessa revisione dei veicoli. Il pacchetto sicurezza contiene, invece, misure contro l’emergenza terrorismo, che valgono 2,6 miliardi. Il Governo, per la sicurezza in senso stretto, mette a disposizione invece 1 miliardo. Via libera anche al bonus di 500 euro per i diciottenni ed in favore delle Pmi del Sud è stata introdotta una riserva fissa del 20% su tutti gli incentivi statali. L’Ires resta al 27,5%, mentre è prevista un’estensione della deducibilità del costo del lavoro dall’Irap, fino al 70% per i lavoratori stagionali. Il governo ha varato incentivi all’assunzione per tre miliardi e viene assicurato lo sconto sui contributi previdenziali alle aziende che apriranno le porte a nuovi addetti, assumendoli a tempo indeterminato. Il tetto sarà pari a 8mila euro all’anno per ogni lavoratore che non abbia lavorato nel semestre precedente con contratto a tempo indeterminato. Lo sgravio assicurerà 36 mesi di versamenti più bassi all’impresa. Rimane strutturale anche il bonus da 80 euro. La finanziaria contiene lo sconto tanto atteso per l’Irap da parte delle imprese. Il governo ha messo sul piatto un totale di 6,5 miliardi di euro per ridurre l’imposta con una misura che avrà effetto particolarmente sulle realtà medio grandi, che possono annoverare un maggior numero di dipendenti da cui ridurre l’Irap.Confermata la proroga ai bonus energia e ristrutturazioni. Si valuta una spending review di forte impatto per finanziare le misure contenute nella legge finanziaria, che potrebbe arrivare a 10-12 miliardi di euro. Viene posto un serio incentivo alle unioni di Comuni, consentendo ai contraenti di sforare il patto di stabilità per un quinquennio Tagli pesanti su vari comparti ministeriali, che andranno a inficiare anche i servizi correlati. Nell’ordine, a pagare il conto della finanziaria saranno la Difesa (1,5 miliardi di dismissioni e 500 milioni di riduzioni alle Forze armate), Istruzione (150 milioni di tagli tra asili, elementari e scuole medie), Interni (meno 74 milioni alla pubblica sicurezza), Giustizia (64 milioni a civile e penale, 36 all’amministrazione penitenziaria). Le Regioni protestano per i tagli, mentre sembra che l’impatto peggiore arriverà sulle province, le quali ormai condannate alla scomparsa, dovranno operare dei tagli pesanti, obbligando le amministrazioni locali a nuovi balzelli per assicurare i servizi. Nello specifico, la finanziaria impone alle province tagli per 1 miliardo nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017. Viene stabilito un tetto alle pensioni d’oro che varrà per tutti i manager pubblici, inclusi magistrati, medici e professori universitari. Sui requisiti per andare in pensione, si prevede un taglio  delle penalizzazioni per chi decide di andare in pensione prima dei 62 anni di età con il minimo di contributi versati. Ora si attende l’ultimo passaggio della Legge di Stabilità in senato, lunedì, in terza lettura l’approvazione definitiva.

 

 

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