Covid, ecco i nuovi vaccini. A ottobre in Italia

In attesa di capire se l’autunno porterà ad una recrudescenza della pandemia da Covid-19 e ad una possbile risalita della curva dei contagi, è tutto pronto per la campagna vaccinale basata sui vaccini di ultimissima generazione, in grado di proteggere dalla malattia grave sia riguardo il ceppo originario del virus, quello di Wuhan, sia dalle varianti Omicron.

Via libera in Ue

C’è stato infatti il via libera in Ue ai primi vaccini anti-Covid aggiornati a Omicron 1 proposti da Pfizer-BioNTech e Moderna. Il comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Agenzia europea del farmaco Ema ha raccomandato oggi di autorizzare due vaccini adattati per fornire una protezione più ampia contro Covid. Si tratta del vaccino Comirnaty*, bivalente e mirato a coprire il ceppo originario del virus e Omicron 1, e del vaccino Spikevax*, bivalente e anch’esso mirato a ceppo originario e Omicron BA.1.

I vaccini, spiega l’Ema nella nota in cui annuncia il verdetto, sono destinati all’uso in persone di età pari o superiore a 12 anni che hanno ricevuto almeno il ciclo di vaccinazione primaria contro Covid. Saranno quindi usati come booster. Questi vaccini sono versioni adattate dei vaccini originali Comirnaty* (Pfizer/BioNTech) e Spikevax* (Moderna). E l’Ema ha già avviato inoltre la valutazione dei vaccini, sempre bivalenti, studiati anche sulle varianti Omicron 4 e 5, quelle cioè ora prevalenti. Con il via libera a questi nuovi medicinali che potrebbe arrivare già a fine mese e dunque la loro disponibilità ci sarebbe già in ottobre.

La declinazione nei vari paesi

“Con l’evolversi della pandemia, la strategia dell’Ue è quella di disporre di un’ampia gamma di vaccini adattati destinati a diverse varianti di Sars-CoV-2, in modo che gli Stati membri abbiano una pluralità di opzioni per soddisfare le loro esigenze quando progettano le loro strategie di vaccinazione”,spiega l’Agenzia europea del farmaco. “Questo è un elemento chiave nella strategia generale per combattere la pandemia – argomenta l’ente regolatorio – in quanto non è possibile prevedere come si evolverà il virus in futuro e quali varianti circoleranno questo inverno”.

Ogni Paese dell’Unione deciderà dunque come usare i vari vaccini di volta in volta disponibili, modulando le proprie strategie vaccinali “tenendo conto di fattori quali i tassi di infezione e ospedalizzazione, il rischio per le popolazioni vulnerabili, la copertura vaccinale e la disponibilità di vaccini”, aggiunge l’Ema.

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