Bars and restaurants reopen as COVID-19 restrictions came down in many parts of Italy on Monday, with most of the country now a yellow zone, meaning the risk if contagion is considered moderate, in Turin, Italy, 01 February 2021. This week none of Italy's regions are high-risk red zones and only four, Sicily, Sardinia, Puglia and Umbria, are medium-high-risk orange zones, along with the autonomous province of Bolzano. The rest of the country is a yellow zone, meaning all shops can do business and bars and restaurants can serve people until 6pm. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Covid: dal 26 aprile probabile giallo rafforzato, ok alle attività all’aperto

Dal 26 aprile dovrebbero riaprire i ristoranti anche la sera, ma solo all’aperto. La novità sulle riaperture emerge da fonti di governo al termine della cabina di regia sul Covid a Palazzo Chigi. E proprio di riaperture parla il premier Mario Draghi a palazzo Chigi con gli esponenti della maggioranza, fra i quali si sono verificate alcune intemperanze che al presidente del consiglio poco sono piaciute. Draghi, che ha dimostrato una grande capacità di ascolto, disegnerà il cronoprogramma delle riaperture, tenendo conto dell’andamento dei contagi e di come sta procedendo il piano vaccinale. Nel primo pomeriggio una conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio, per disegnare quella che il governatore della Liguria Giovanni Toti ha definito «una road map verso la libertà».

Alla cabina di regia hanno partecipato il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro e i ministri, Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli e Elena Bonetti, capidelegazione dei partiti di maggioranza.

Sul tavolo la bozza delle Regioni e delle Province autonome con l’aggiornamento delle linee guida e le proposte dei governatori, che spingono per la gran parte a riaperture progressive e alla revisione dei parametri per i colori.

Ok all’apertura dei ristoranti a pranzo e a cena, ma solo all’aperto, in zona gialla. Da lunedì 26 aprile i ristoranti che forniscono servizio al tavolo all’esterno potranno restare aperti anche la sera. E’ quanto si apprende da fonti di governo dopo la riunione della cabina di regia a Palazzo Chigi.

Dal 26 aprile dovrebbero riaprire in presenza tutte le scuole, anche le superiori, tranne che nelle zone rosse. Dovrebbero tornare in presenza anche le università.

Dal prossimo 26 aprile torneranno in Italia le zona gialle, sulla base dei dati regionali. E’ quanto emerso dalla cabina di regia. Si tratterebbe però, spiegano fonti di governo, di una zona gialla “rafforzata”, con la possibilità di svolgere le attività sportive e di ristorazione, ma solo all’aperto.

Come Conferenza delle Regioni “consapevolmente e volutamente non abbiamo messo date” nelle linee guida per le riaperture, “non cerchiamo lo scontro”. La nostra proposta è “costruttiva” poi “il Governo farà le dovute scelte”. Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, a Radio Anch’io su Rai Radiouno.

“Ma nella lettera di accompagnamento – ha aggiunto – abbiamo chiesto di favorire in via sperimentale le attività che si possono svolgere all’aperto”, ciò “potrebbe permettere un anticipo di date e la prudenza necessaria in questo momento”.

Draghi non ha escluso che qualche apertura possa essere anticipata già entro la fine del mese, verso il 26 aprile, anche se i rigoristi frenano. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha chiesto di essere tempestivi nelle chiusure quando serve. D’altra parte le ferite all’economia causate dal coronavirus sono enormi: la pandemia, per esempio, ha tagliato di quasi 130 miliardi i consumi, crollati dell’11,8% nel 2020 rispetto all’anno precedente, con alberghi e i ristoranti che registrano un calo del 40,2 per cento.

Sì ai ristoranti operativi all’aperto anche alla sera, si apprende, come detto,  probabilmente già a partire dal 26 aprile, attenendosi alle regole come le distanze tra clienti.

Un sondaggio di Coldiretti attesta che  per quasi 1 italiano su 3 (32%) la possibilità di tornare ad abbracciarsi è il primo desiderio da realizzare con l’uscita dall’emergenza Covid che ha mutato radicalmente le abitudini di vita degli italiani. Al secondo posto le cene al ristorante, priorità per il 30% degli italiani che sperano anche nelle riaperture serali. Il 23% vorrebbe fare una festa con parenti e amici per lasciarsi alle spalle i lockdown tra le mura domestiche. Il primo sogno dell’8% è di andare a un concerto o a uno spettacolo teatrale, il 6% ha come priorità tornare in palestra, anche per perdere i chili accumulati stando chiusi in casa

Occorre privilegiare le prenotazioni, raccomandano le Regioni nelle linee guida inviate al governo e al Cts e “disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e di almeno 1 metro di separazione negli ambienti all’aperto (giardini, terrazze, plateatici, dehors)”. Nei ristoranti “che dispongono di posti a sedere: dopo le 14, consentire solamente la consumazione al tavolo”. Secondo le proposte dei governatori è necessario “privilegiare l’accesso tramite prenotazione e mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato per un periodo di 14 giorni. In tali attività non possono essere continuativamente presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere”. Nei ristoranti “che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione”.

Almeno un metro di distanza -frontale o laterale – tra spettatori al cinema o al teatro se indossano la mascherina e almeno due metri di distanza qualora le disposizioni prevedano di non indossarla. Dalla misure sul distanziamento sarebbero esclusi familiari e conviventi.

Le palestre possono restare aperte “anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio” purché rispettino regole, distanziamento e integrino le norme “con strategie di screening periodico del personale non vaccinato”. Nel documento, tra le altre cose si prevede per le palestre di “redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C”.

In piscina solo con almeno 7 metri quadrati d’acqua a disposizione per nuotatore. Nel ‘capitolo’ dedicato alle piscine è scritto infatti che “la densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona. Per le aree solarium e verdi – si legge poi nel documento – assicurare un distanziamento tra gli ombrelloni (o altri sistemi di ombreggio) in modo da garantire una superficie di almeno 10 m2 per ogni ombrellone; tra le attrezzature (lettini, sedie a sdraio), quando non posizionate nel posto ombrellone, deve essere garantita una distanza di almeno 1,5 m.

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