Costa Rica: nozze gay dividono elettori

SAN JOSE’. La Costa Rica va oggi alle urne per le presidenziali, al termine di una campagna che ha avuto come terreno di scontro i matrimoni gay, dopo che in gennaio la Corte interamericana per i diritti umani ha sancito che la piccola nazione centroamericana dovrebbe consentire unioni tra persone dello stesso sesso, garantendo loro pari diritti.

Il candidato evangelico Fabricio Alvarado viene dato in testa dai sondaggi, che evidenziano come due terzi degli elettori siano contrari ai matrimoni gay. Gli altri candidati in questo primo turno (il ballottaggio si svolgerà il primo aprile, se nessuno sarà arrivato al 40% dei voti) sono l’imprenditore agricolo Antonio Alvarez, del Partito per la liberazione nazionale, e Carlos Alvarado (non è parente dell’altro candidato), del Partito Azione Cittadina, attualmente al governo. La sentenza della Corte ha cambiato il corso della campagna elettorale, con Fabricio Alvarado – giornalista, predicatore e cantante di brani cristiani – che ha cavalcato il fronte del No.

In Costa Rica, soprannominata da qualcuno la ‘Svizzera dell’America Centrale’, oggi, come detto,  si andrà alle urne: previsti,  il rinnovo del parlamento e la scelta del nuovo capo di Stato, ma il tema che sta dominando il dibattito politico nelle ultime settimane è diventato quello delle unioni gay, un passo che non sembra convincere oltre la metà degli elettori, e che spinge così avanti i candidati più conservatori.

Sono arrivati in alto nei sondaggi quattro candidati su 13 in particolare, tra cui il grande favorito, come appurato,  è il pastore evangelico Fabricio Alvarado, 43 anni, di Restaurazione nazionale, appartenente alla destra più tradizionalista. C’è poi il social-democratico Antonio Alvarez, di 59, di Liberazione nazionale, il più grande partito del Paese. Candidato anche Carlos Alvarado, 38 anni, che rappresenta invece il partito di governo Azione civile, centrista, ma senza aver alcun legame di parentela con l’omonimo pastore evangelico. Qualche chance l’ha infine Juan Diego Castro, un avvocato noto per l’attivismo nel campo dei diritti umani, che si è presentato con Integrazione nazionale, un partito di destra. Castro, già ministro dell’Interno, ha fatto della legalità e della lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata il suo cavallo di battaglia.

In effetti è su questi due temi che si sta giocando la campagna elettorale, a cui più di recente si è aggiunto quello delle unioni omosessuali, rilanciato nel dibattito costaricense dopo che il 9 gennaio scorso la Corte interamericana dei diritti umani (Cidh) ha esortato tutti i Paesi membri a riconoscere i matrimoni gay e maggiore tutela per i diritti della comunità Lgbt.

Il Centro di studi politici dell’Università di Costa Rica (Ciep) rivela che il 65% dei cittadini mantiene un orientamento conservatore non solo in tema di omosessuali e transessuali, ma anche sulla legalizzazione delle droghe leggere e della depenalizzazione dell’aborto. Il Ciep ha osservato tuttavia anche molta indecisione tra gli elettori.

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