Naufragio Concordia: anche tedeschi tra le vittime

Potrebbero esserci anche vittime tedesche nel disastro della nave Costa Concordia. Il ministero degli Esteri, secondo media locali, parla di almeno 10 dispersi. Andreas Peschke, il portavoce del ministro Guido Westerwelle, aveva parlato di una “situazione ancora poco chiara”. Per la Bild i dispersi sono 11.

La Costa Concordia si è mossa di 9 centimetri in verticale e 1 e mezzo in orizzontale. Per questo motivo è stato dato l’ordine di evacuare i sub a bordo della nave. I sub sono stati prelevati dall’elicottero

Pm Grosseto: “Sempre più indizi contro Schettino”.Nuovi particolari emergono sul naufragio della Costa Concordia e sulle responsabilità della tragedia, che sembrano sempre più ricadere sul comandante  Francesco Schettino.  Il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio  a tal proposito ha commentato: “l’idea che ci siamo fatti nell’immediatezza del fatto sta trovando conferme dalle prime indagini delle forze dell’ordine e delle autorità marittime. Finora sono stati sentiti centinaia di testimoni tra membri dell’equipaggio, turisti a bordo e soccorritori” nell’inchiesta sul naufragio della nave Costa Concordia davanti all’isola del Giglio la sera del 13 gennaio”. Sulla vicenda Costa Crociera commenta: “Non possiamo negare che ci sia stato un errore umano”. Così in una conferenza stampa Pier Luigi Foschi, presidente e Ad della Costa Crociere in merito alla tragedia della nave Concordia all’Isola del Giglio.

“Noi daremo assistenza legale al nostro comandante ma – ribadisce – non possiamo negare che ci sia stato un errore umano”. “Siamo di fronte ad una tragedia di proporzioni importanti”.

Clini: ” Cresce rischio ambientale”. Intanto la tragedia potrebbe non essere finita. Si  fa alto infatti in queste ore il rischio ambientale. ” Stiamo lavorando affinchè   il carburante non  esca dalla nave. L’intervento è urgente, abbiamo fretta”, ha affermato il ministro dell’Ambiente Corrado Clini parlando del rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa Concordia.

L’area interessata dal possibile rischio ambientale “dipende dalle correnti: sicuramente l’Isola del Giglio, probabilmente l’intero arcipelago, forse la costa. Dipende da come si muove il mare”.


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