Costa Concordia, lunedì i lavori di raddrizzamento. Gabrielli: “Operazione mai tentata”

 Un’operazione mai tentata prima. Se ne è parlato tanto ed ora il momento è arrivato.La conferma arriva dal capo della Protezione Civile Franco Gabrielli. “Le operazioni di raddrizzamento della Costa Concordia, inizieranno alle ore 6 del 16 settembre -dice Gabrielli nel corso di una affollata conferenza stampa alla Protezione civile, il giorno dopo un sopralluogo all’isola del Giglio-. Verranno prese decisioni costantemente, alle 14 di ogni giorno”. In seguito alle condizioni e allo sviluppo delle azioni di “parbuckling”, ovvero il raddrizzamento del relitto, si deciderà volta per volta come continuare l’operazione.

Si stima che per il raddrizzamento del relitto della Concordia occorrano all’incirca 10-12 ore. “Definire con precisione una tempistica di questo delicato e complesso processo -avvertono tutti gli attori delle operazioni, ovvero Costa Crociere, Protezione civile e la Titan Micoteri- è difficile poiché si tratta di una operazione senza precedenti per un relitto di queste dimensioni. Il movimento dovrà essere molto lento e soggetto ad un costante controllo”.

Praticamente tutti i particolari del progetto sono già noti ma il capo della Protezione civile vuole “sottolineare alcune cose: questa operazione non è mai stata tentata prima, e non è un refrain, ma un modo corretto di impostare questa vicenda; il progetto non è stato minimamente variato; riteniamo di aver fatto il meglio nei limiti delle nostre possibilità; abbiamo calcolato tutte le possibilità negative e non è stato lasciato al caso”.

Gabrielli sottolinea più volte che “non esiste nessun piano B. Se ci si riferisce alla gestione delle criticità successive all’operazione, abbiamo diversi piani B. Ma se si intende riferirsi all’ipotesi che il progetto non funzioni, non esiste piano B”. Secondo Gabrielli, nel corso del raddrizzamento del relitto della Costa Concordia “il rischio maggiore è la tenuta delle strutture” che porteranno la nave in assetto verticale.

“La ricerca dei due corpi ancora dispersi all’interno della Costa Concordia “per noi è prioritaria” afferma il capo della Protezione civile sottolineando che le ricerche potranno iniziare “solo dopo che la nave sarà stabilizzata”.

A fornire i numeri della “più grande operazione di recupero navale della storia” è l’ingegner Franco Porcellacchia, responsabile delle operazioni. Per raddrizzare il relitto della Costa Concordia adagiato di fronte all’Isola del Giglio dalla notte del 13 gennaio 2012, saranno al lavoro oltre 500 persone di 26 nazionalità differenti. Porcellacchia sottolinea anche come siano state “fabbricate 30 mila tonnellate di acciaio

 per costruire la struttura che dovrebbe consentire il raddrizzamento della nave da crociera”.

Si tratta di sei piattaforme, di cui le tre più grandi misurano 35×40 metri e le tre più piccole 15×5, sorrette da 21 pali del diametro di 1,6 metri conficcati nella roccia granitica per una profondità media di 9 metri; 56 catene di cui 22 installate sul lato dritto e che passando sotto il relitto sono ancorate al sistema di raddrizzamento; ciascuna catena misura 58 metri di lunghezza e pesa circa 26 tonnellate. Per favorire la rotazione del relitto sarà fornita una forza di circa 23.800 tonnellate, che dovranno essere sufficienti a far ruotare il gigantesco relitto di circa 65°. Delle oltre 500 persone impiegate la progetto, circa 120 sono subacquei, circa 60 addetti ai lavori di saldatura o carpenteria metallica, circa 60 tecnici o piloti, circa 60 i ‘salvage staff’, circa 50 ingegneri, circa 140 membri dell’equipaggio impegnati a bordo dei 30 mezzi navali, circa 10 biologi. Il relitto della Costa Concordia è lungo 300 metri e pesa più di 114 mila tonnellate.

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