Costa Concordia: In un video la verità sullo scontro

La Costa Concordia, la sera del 13 gennaio documentata da un video. La verità su quello che è accaduto nella plancia di comando della nave dopo la collisione con lo scoglio delle “Scole”. La procura di Grosseto è intenzionata ad acquistare le immagini. Ed infatti il procuratore Francesco Verusio, ha affermato: “E’ una novità anche per noi. L’ho visto anche io per la prima volta. Abbiamo sentito tutti quelli che erano in plancia e nessuno ci ha detto dell’esistenza di questo video”. Oggi i magistrati di Grosseto hanno ascoltato per ore, dalle 10.30 alle 17.30 il direttore generale di Costa Crociere Gianni Onorato e altri dirigenti della compagnia. Martedì prossimo, con ogni probabilità, dovrebbe essere il turno dello stesso amministratore delegato Pierluigi Foschi. La prossima settimana verrà poi deciso se iscrivere nuovi nomi nel registro degli indagati sul quale per adesso figurano solo quelli di Schettino e del suo vice Ciro Ambrosio, anche in vista dell’incidente probatorio sulla scatola nera fissato per il 3 marzo. Tra le luci soffuse della plancia, nel video si vedono nitidamente le strumentazioni di bordo, si sentono le voci degli ufficiali, a volte calme a volte concitate, e probabilmente quella dello stesso comandante Francesco Schettino ripreso mentre è al telefono. “Comandante – si sente chiedere – i passeggeri stanno cominciando a entrare nelle lance da soli…”. E la risposta: “Vabbuò…”. Poco dopo la collisione, un’altra voce: “I motori non ci stanno proprio… stanno andando al diavolo”. E poi: “Praticamente ci sta uno squarcio e l’acqua viene giù…”. Poi Schettino o un altro ufficiale che chiede “Stiamo scarrocciando a terra, quanti metri abbiamo?”. “Cento metri”, è la risposta. “Aspettiamo che scarrocciamo un altro poco in acque più basse, poi diamo fondo all’ancora e vediamo…”. E prima della dichiarazione di abbandono nave una voce chiede: “Che facciamo? Che facciamo?”. Ora è più che probabile che la procura voglia dare nomi e cognomi a quelle voci e confrontare il contenuto delle immagini con il racconto che è stato fatto dai testimoni su quei momenti. Intanto emergono anche altri particolari sul ruolo di Domnica Cermotan, la giovane moldava che era con Schettino quella sera. Agli inquirenti ha confermato di aver cenato con lui, una cena durante la quale Schettino ha bevuto solo acqua minerale e le avrebbe riferito di aver “detto ai ragazzi di ridurre la velocità per fare con calma”. Sempre Domnica ha poi detto di aver scritto una mail al comandante, quando lei era tornata in patria e lui era in carcere. Un messaggio del quale, dunque, il comandante avrebbe saputo solo dopo la sua scarcerazione: “Ti odio”, gli ha scritto Domnica aggiungendo l’invito ad “essere forte” mentre era in cella. Non solo: fu lei stessa, avrebbe rivelato agli inquirenti, a recuperare nella cabina del comandante degli indumenti pesanti ed il famoso personal computer di Schettino. Lo consegnò al comandante una volta che entrambi erano a terra, in salvo, prima di separarsi. Lei diretta a casa, lui da lì a poco in carcere.

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