Cosenza. Maxi-truffa all’Inps, arrestato anche consigliere provinciale Carmine Caravetta

La Guardia di finanza ha scoperto una maxi-truffa ai danni dell’Inps da 11 milioni di euro nel cosentino. L’indagine ha portato alla scoperta di oltre quattromila falsi braccianti agricoli. Effettuate 37 misure cautelari personali di cui 15 arresti domiciliari, 21 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria ed un obbligo di dimora. Tra gli arrestati figura il consigliere provinciale Antonio Carmine Caravetta. Sono, inoltre, in corso 84 perquisizioni locali, nonché la notifica di provvedimenti di sequestro preventivo finalizzati alla confisca per equivalente per oltre 66 milioni di euro e di 92 avvisi di garanzia per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e continuata ai danni dell’Inps, peculato, corruzione, abuso d’ufficio, falso, accesso abusivo a sistemi informatici e violazione della normativa in materia elettorale. L’operazione ha portato anche al sequestro preventivo di 32 immobili, 12 magazzini, 3 terreni, 2 locali commerciali, 65 autoveicoli, 7 motocicli, 826 quote societarie, dei rapporti bancari e/o postali di 23 società cooperative e ditte individuali e di 37 persone fisiche. Sono stati, inoltre, sottoposti a sequestro preventivo un patronato sindacale Epas – sede zonale di Corigliano Calabro – Schiavonea e 23 società, cooperative e ditte individuali agricole. L’organizzazione, per l’elevato numero di persone che è riuscita a coinvolgere e favorire con indebite somme di denaro, ha avuto anche un peso sotto forma di sostegno elettorale a favore del consigliere provinciale dell’Udc in occasione delle votazioni comunali e provinciali del 2009, in termini tali da condizionare e controllare le preferenze elettorali dell’amplia platea dei falsi braccianti agricoli, assicurando, in cambio, sistematicamente, l’accesso abusivo e illegale al sistema di tutela previdenziale, aspetto quest’ultimo che vede il diretto coinvolgimento gestionale di alcune strutture sindacali. La realizzazione della truffa si concretizzava nella costituzione ad hoc di cooperative agricole ‘operative’nella zona di Corigliano Calabro , di Rossano e di Cassano allo Ionio, con centinaia di lavoratori, che, in realtà, svolgevano tale attività solo sulla ‘carta’, presso terreni di ignari committenti o, addirittura, inesistenti. I lavoratori fittizi, per godere dei diritti derivanti dallo status di dipendenti a tempo determinato nel settore agricolo, erano disposti ad anticipare all’organizzazione somme di denaro necessarie per il versamento dei contributi previdenziali per il tramite delle cooperative agricole. Queste somme costituivano il presupposto necessario per poter successivamente ottenere il riconoscimento delle indennità di disoccupazione agricola ai falsi assunti nonché alle indennità di malattia, assegni familiari e maternità. Di contro, l’organizzazione criminale lucrava sulle indennità maturate dai falsi braccianti agricoli trattenendo per sé quota parte delle somme erogate dall’Inps. Esisteva una vera e propria compravendita delle giornate lavorative, vale a dire dei pacchetti di 51 o 102 giornate agricole. L’organizzazione, composta anche da commercialisti e consulenti del lavoro, dopo aver ricevuto queste somme, provvedeva a comunicare con false certificazioni all’Inps il numero delle giornate effettuate, contando sulla compiacenza di funzionari di tale Ente e sui meccanismi di controllo che prevedono la visibilità a sistema degli effettivi contributi versati non in tempo reale. Infatti, le imprese coinvolte, benché sul piano amministrativo figurassero aver regolarmente assunto le maestranze, omettevano addirittura di versare i previsti contributi nelle casse dell’Inps e, contemporaneamente, facevano ricadere sullo stesso Ente la competenza retributiva in conseguenza della mera assunzione, nonché la maturazione di un periodo assicurativo ai fini pensionistici pari ad un anno. 

 

 

Caravetta gestiva  Patronato.  Antonio Carmine Caravetta, il consigliere provinciale di Cosenza dell’Udc, secondo l’accusa, nel 2009, oltre che per la Provincia, avrebbe ‘comprato’ voti anche per l’elezione al Consiglio comunale di Corigliano Calabro, poi sciolto per infiltrazioni mafiosi nel giugno del 2001. Caravetta, sempre secondo l’accusa, gestiva, di fatto, il patronato Epas di Schiavonea di Corigliano che avrebbe avuto un ruolo primario nella truffa che ha visto coinvolti imprenditori agricoli, sindacalisti, consulenti del lavoro, commercialisti, amministratori locali e falsi lavoratori, ognuno dei quali con uno specifico ruolo nel meccanismo di drenaggio delle risorse pubbliche. 

 

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