Cos’è la ‘Bestia’ di Salvini e chi la paga

Una delle chiavi del successo di Matteo Salvini è senza dubbio la Bestia, la struttura che condivide sulla rete il messaggio e l’immagine del leader della Lega. Ma proviamo a capire meglio di cosa si tratta e come funziona.

 Iniziamo la nostra analisi dall’origine del nome. Pochi sanno che il termine è stato coniato da Barack Obama in occasione della campagna elettorale. Il primo presidente di colore della storia degli Stati Uniti intendeva proprio la macchina messa in moto per condizionare in qualche modo gli elettori con un fuoco di artiglieria pressante e costante. La Bestia di Salvini è una struttura composta da trentacinque esperti digitali che seguono il leader della Lega quasi ventiquattro ore su ventiquattro per costruire o trasmettere la sua immagine o una parte di essa condividendo post su diverse pagine e gruppi ufficiali.

 Basta frequentare un minimo i social network per capire il funzionamento della macchina. Si condividono numerosi post sulle piattaforme più in vista. Si tratta di foto, contenuti e messaggi che hanno lo scopo di aprire e scatenare discussioni, fare notizia, creare una rete di condivisioni. Il segreto? Costruire e condividere messaggi che possano arrivare direttamente a scuotere i lettori e gli utenti. Tutto ciò è possibile con messaggi di pancia che fanno leva su determinati valori e determinate paure.

 In maniera diretta e indiretta, la presenza costante sulla rete ha un costo non indifferente. Secondo Matteo Renzi la gestione della Bestia è finanziata con i famosi quarantanove milioni della Lega, accusa sempre prontamente respinta da Salvini. Il bilancio della società che si occupa della gestione dei social del leader del Carroccio non è pubblico, mentre sappiamo con certezza che nei mesi in cui Salvini è stato vicepremier e ministro dell’Interno, Morisi e Paganella, i due guru della Bestia, hanno incassato rispettivamente 65.000 e 86.000 euro. La Lega con i soldi provenienti dalle donazioni, ha pagato due milioni di euro.

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