Meloni a Parigi con Macron, cosa prevede l’accordo Italia-Francia sullo stretto di HormuzGiorgia Meloni è a Parigi oggi, 17 aprile, per partecipare alla conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, ospitata all’Eliseo dal presidente francese Emmanuel Macron. Al suo fianco ci sono i leader del cosiddetto E4: il premier britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Si tratta di un incontro che va ben oltre la normale diplomazia. È il tentativo dell’Europa di tracciare una propria rotta in uno degli scenari geopolitici più delicati degli ultimi decenni.
L’Europa prende posizione
Lo Stretto di Hormuz è paralizzato da settimane. Prima è stato bloccato dall’Iran, poi dagli Stati Uniti con un blocco navale. La principale via di transito del petrolio — da cui passa circa il 20% del commercio mondiale — è ora chiusa al traffico commerciale. Le conseguenze per i Paesi europei sono immediate: aumento dei prezzi dei carburanti e nuove tensioni nelle catene di approvvigionamento energetico.
Per questo il summit di Parigi assume un valore strategico. Circa 40 Paesi partecipano alla conferenza, che nelle ultime ore ha cambiato formato. Da una semplice videochiamata si è passati a un incontro in presenza tra i principali leader europei, a conferma dell’urgenza della situazione.
Il piano in tre fasi
Secondo quanto anticipato dal Wall Street Journal, la strategia europea prevede la creazione di una coalizione internazionale per ripristinare la sicurezza della navigazione nello Stretto, senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti. Il piano si articola in tre fasi:
messa in sicurezza e liberazione delle navi bloccate;
bonifica delle mine disseminate nello Stretto;
pattugliamento con scorte militari per garantire un transito sicuro.
Macron ha chiarito che la missione sarà “puramente difensiva” ed escluderà le parti in causa — Stati Uniti, Israele e Iran — senza essere posta sotto comando americano.
Il ruolo dell’Italia
Il contributo italiano è ancora da definire nel dettaglio, ma Roma porta sul tavolo un asset di primo piano: le unità cacciamine, già impiegate in passato in scenari ad alto rischio. La Marina italiana ha partecipato ieri a un incontro tecnico-militare a Parigi proprio per valutare le opzioni operative disponibili.
Per l’Italia, il vertice rappresenta anche un passaggio politico rilevante. Dopo le recenti tensioni con Donald Trump, che ha attaccato direttamente anche la premier, Meloni punta a riaffermare il ruolo centrale del Paese nello scenario europeo e internazionale.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha lavorato nelle scorse settimane per rafforzare l’asse con la Germania, contribuendo a costruire una posizione europea più compatta in vista dell’incontro all’Eliseo.
Il fallimento dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran ad Islamabad ha innescato una nuova escalation: il presidente Trump ha annunciato su Truth che la marina americana bloccherà tutte le navi “in entrata o in uscita“ dai porti iraniani a partire dal pomeriggio di lunedì. I mercati hanno reagito immediatamente con il prezzo del petrolio che è tornato a viaggiare sopra i 100 dollari, con il Brent intorno ai 102 dollari al barile (+7,3%) e il WTI a 104 dollari (+7,7%). La notizia ha impattato negativamente anche sui mercati europei, tutti in netto calo: la performance peggiore è quella di Francoforte (-1,1%), seguita da Milano e Parigi (-0,9%). Più contenuta la perdita di Londra (-0,4%).
Israele si è schierata immediatamente con Washington. Il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato il pieno sostegno di Israele al blocco navale, confermando la piena coordinazione tra i due paesi.
Le reazioni europee
Le reazioni europee sono invece frammentate. Il premier britannico Keir Starmer ha dichiarato alla BBC che il Regno Unito “non sostiene il blocco navale dello Stretto di Hormuz”, ribadendo che Londra ha partecipato solo ad “azioni difensive” dall’inizio del conflitto. Starmer ha comunque sottolineato che la riapertura dello Stretto resta “l’unico modo per far scendere i prezzi dell’energia nel più breve tempo possibile”.
La Francia ha annunciato un’iniziativa diplomatica autonoma: il presidente Macron ha comunicato che Parigi “organizzerà con la Gran Bretagna, nei prossimi giorni, una conferenza con i paesi pronti a contribuire a una missione multinazionale pacifica destinata a riportare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. La missione sarà “strettamente difensiva e distinta dai belligeranti”. Macron ha aggiunto che “non deve essere risparmiato alcuno sforzo per giungere rapidamente a una soluzione solida e duratura del conflitto attraverso le vie diplomatiche”, citando tra le questioni da affrontare le “attività nucleari e balistiche dell’Iran” e la sovranità del Libano.
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