Coronavirus tra Franco Locatelli e mascherine

“Avevamo previsto il calo, ma non sarà un’estate normale”. Così Il Messaggero   titola l’intervista al professor Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, che sugli ultimi dati inerenti l’epidemia di coronavirus nel nostro Paeseaggiunge:  “Sono decisamente dei numeri che danno ulteriore evidenza di quanto sia stata giusta la scelta di intraprendere misure di contenimento e distanziamento sociali”.

Lo situazione sta evolvendo, ma il professore invita a non abbassare la guardia. ″È importante che questo Paese ora cominci a fidarsi delle scienza. Ci eravamo accorti che era diminuita la pressione sui pronto soccorso, che si era ridotto l’indice di contagiosità e sapevamo che questo avrebbe portato a un calo delle persone decedute.  Certo, questo risultato non deve essere letto come la fine del problema […] Lo dico chiaramente: non sarà un’estate come quelle del passato, qualche limitazione resterà. E dovremo ragionare settimana per settimana”

Sui comportamenti da tenere durante le prossime festività pasquali, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità afferma: “Vanno vissute in modo differente, rispettando le misure di distanziamento […] Ci saranno altri giorni di Pasqua e Pasquetta nelle nostre vite, quest’anno il regalo più importante che possiamo farci è confermare i numeri di oggi”.

Continua,  al momento, la maratona logistica per consentire ai cittadini lombardi, focolaio dell’emergenza Covid, di avere la mascherina che gli è stata promessa a giorni alterni e forse a questo punto meriterebbero pure senza consumare sciarpe e foulard. In una nota di domenica sera Ferderfarma si specifica che l’operazione subirà un’ennesima frenata, che la nuova partita di dispositivi non sarà disponibile prima del fine settimana e quindi non da oggi. Perché la priorità, come i vertici regionali avevano spiegato, sono ospedali e strutture sanitarie più sotto stress.

Oggi non sono pochi quelli che come primo appuntamento di giornata si erano diretti in farmacia sperando di ricevere (gratuitamente) la mascherina. Perché è vero che la Regione nell’ordinanza approvata sabato per uscire di casa ha derogato all’assenza di mascherina con ogni altro indumento da alzare sul volto, ma molti si chiedono perché non arrivino le mascherine già stoccate ma non ancora consegnate e che ad esempio l’azienda Fippi di Rho già produce da giorni arrivando ieri a quota 5 milioni di pezzi pronti. E dato che l’assessore alla Protezione civile del Pirellone Pietro Foroni ieri annunciava il primo anticipo dei 3,3 milioni di dispositivi di protezione previsti per il territorio già a disposizione da oggi.

L’assessore al Bilancio Davide Caparini ha chiesto un’ulteriore dose di pazienza, invitando a non scatenare corse all’accampamento. E soprattutto senza aspettarsi un regalo: le mascherine saranno in vendita, solo in rari casi verranno distribuite gratis. Quelle stanziate sono 300 mila ma, come spiega Ferderfarma, verranno messe a disposizione quando ogni farmacia avrà ricevuto la sua dotazione e soprattutto quando saranno i chiari i criteri per assegnarle. «La mascherina sarà data a chi ne è privo o a determinate categorie di persone fragili che magari il farmacista conosce, ne va anche della responsabilità delle persone», spiegava domenica Foroni. Ma questi criteri per ora non ci sono: potrebbe essere questione di (altri) pochi giorni. Una maratona, appunto.

Lunedì mattina l’assessore al Welfare Giulio Gallera è intervenuto a «Fatti e Misfatti» su Tgcom24: «Voglio rassicurare i lombardi, siamo in contatto costante con l’Ordine dei farmacisti e i distributori e stiamo riducendo al massimo i tempi di consegna: pensiamo di riuscire a consegnarle a loro domani, così che da mercoledì siano anche nelle farmacie. Ma per quella data i sindaci ne avranno già distribuite molte ai propri concittadini», ha aggiunto.

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