Coronavirus, nessun rinvio per la giustizia amministrativa

Col dl 23/2020 pubblicato ieri, il Consiglio dei Ministri ha disposto ulteriore proroga della sospensione delle udienze per i processi civili, penali e tributari. Nessun rinvio è stato invece disposto per i giudizi amministrativi (è esclusivamente prevista la sospensione del termine per la proposizione dei ricorsi sino al 3 maggio). Dal 16 aprile riprendono dunque a pieno ritmo i processi amministrativi, grazie al funzionamento del PAT (il processo amministrativo telematico sperimentato fin dal 2016), al buon esito del test effettuato sino ad ora con i cautelari del periodo emergenziale, e alle norme che hanno temporaneamente ridisegnato il processo per adeguarlo alle necessità di distanziamento sociale (processo solo scritto con memorie supplementari e collegamento da remoto per i magistrati – art. 84 comma 5 del dl 18/2020), nell’obiettivo di evitare il cumulo dell’arretrato. Nel periodo sino al 15 aprile, nell’ottica di garantire un servizio essenziale, la tutela dei cittadini è rimasta e rimane sempre garantita grazie “ai cautelari”.

Nonostante l’emergenza è infatti rimasta pienamente operativa, sia la tutela monocratica “pura” (ossia quella prevista dell’art. 56 c.p.a. per il caso di “estrema gravità ed urgenza”), sia la tutela monocratica atipica introdotta dalle nuove norme processuali, in sostituzione di quella collegiale. Tali attività proseguono normalmente, sebbene da remoto grazie al processo telematico. Il processo telematico, già sperimentato dal 2016 ed entrato in vigore nel gennaio 2017, consente infatti ai magistrati lo studio dei fascicoli e il deposito dei provvedimenti da remoto, senza alcun disservizio. Continua a pieno regime anche l’attività delle Sezione consultive del Consiglio di Stato, con le adunanze in videoconferenza (da sez. I, 7 aprile 2020, n. 735, sull’annullamento straordinario dell’ordinanza del Sindaco di Messina che obbliga chi intende attraversare lo stretto di Messina a registrarsi) E’ la Giustizia 4.0: una realtà già dal 2017 con l’entrata in vigore del PAT, che in questo periodo di emergenza da Covid19 ha consentito di portare avanti senza interruzioni la tutela cautelare. Il numero dei decreti monocratici (v. Tab. 1) dimostra che è stata assicurata una tutela cautelare, in volume e tempi in linea con quelli che caratterizzavano la quotidianità nel periodo ante emergenza (anzi confrontando il dato dei provvedimenti cautelari delle tre settimane antecedenti, se ne ricava un incremento dell’attività). La tutela cautelare non solo non ha registrato soluzioni di continuità, ma è dunque proseguita con i medesimi ritmi grazie anche alla semplificazione del rito. Anche i decreti cautelari di massima urgenza, di cui all’art. 56 c.p.a., non toccati dalla disciplina processuale emergenziale, si sono attestati sui numeri consueti.

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