Coronavirus, la richiesta drastica della regione Lombardia

La diffusione del coronavirus “è velocissima, ci siamo ritrovati in poco tempo, in 18 giorni, in una situazione al limite del crush del sistema sanitario”. L’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, in collegamento con la trasmissione Aria Pulita su 7 Gold, sottolinea il momento drammatico e aggiunge: “È importante che tutti capiscano che non esiste una cura per il coronavirus” ma “solo comportamenti responsabili“, ha aggiunto l’assessore.

La diffusione del coronavirus “è così veloce per cui rischia di coinvolgere un numero altissimo di persone. Ad oggi non si intravede una riduzione, un momento in cui inizia a declinare, tranne che nella rossa del lodigiano, dove abbiamo adottato misure molto forti”. “Lì c’è una stabilità” dei contagi “che addirittura tende a decrescere” quindi vuol dire “che una strada c’è per contrastare il coronavirus, ma dipende da noi”, ha detto l’assessore.

“Sabato scorso a Milano sembrava il Carnevale di Viareggio, sembrava che non estese neanche il coronavirus. Allora forse misure che abbiamo adottato non sono ancora sufficienti”. “Se c’è il negozio aperto e vado a comprarmi calzoni nuovi allora non non va bene. Non riusciamo a ridurre la diffusione né la pressione sugli ospedali, e questo riguarda tutti giovani o anziani”, ha detto Gallera. Quanto alle misure adottate ieri sera dal Governo per tutto il Paese, l’assessore ha commentato: “Ci sono Regioni in cui numero di contagi è molto basso, se i cittadini assumono coscienza le azioni sono sufficienti”.

Coronavirus: Gallera: “Altri 15 giorni così non li reggiamo”

“Noi avevamo già chiesto di chiudere tutte le attività commerciali, perché se io esco per andare a lavorare non posso fermarmi a fare shopping. Ma forse è arrivato anche il momento di inasprire ancora di più misure “, ha detto l’assessore in collegamento con Agorà, su Rai, citando il tema delle chiusura delle attività produttive dei mezzi di trasporto. “Chiudere per 15 giorni interamente almeno la Lombardia può servire a ridurre o bloccare diffusione del virus, lo dicono gli esperti. Perché noi – ha aggiunto – altri 15 o 20 giorni con una crescita così forsennata delle persone nei pronto soccorso e nelle terapie intensive non li reggiamo, non li regge la Lombardia e non li regge l’Italia”.

Coronavirus: Gallera: “Lentezza Governo non è compatibile”

“Forse c’è un Governo che sta assumendo consapevolezza, lo ringraziamo anche di questo, lo fa con una lentezza che non è compatibile con velocità con cui questo virus cresce. Sabato ha fatto un decreto e ieri è andato a modificarlo”, ha sottolineato Gallera ad Aria Pulita su 7 Gold. “Dobbiamo collaborare e noi lo stiamo facendo con una grandissima lealtà istituzionale. Siamo sulla stesso fronte, stiamo vivendo una situazione unica e molto delicata e dobbiamo gestirla insieme” ma con il Governo “in alcuni momenti collaborazione è mancata”, ha detto l’assessore. Per il decreto di sabato, ha aggiunto, “è stato così: noi volevamo alcuni migliorativi come quello di chiudere i negozi e l’unica cosa che ci è stata accolta è stata chiudere i bar alle 18”.

Fontana: “Stiamo arrivando al limite”

Tutti i “12 sindaci della Lombardia mi hanno incaricato di rivolgermi al governo per chiedere un ulteriore irrigidimento delle misure“: il presidente della Lombardia Attilio Fontana, in diretta su SkyTg24, ha spiegato che si tratta di “ipotesi che presenteremo al governo” oggi. Secondo Fontana, si dovrebbero “chiudere le attività commerciali” non essenziali e “il trasporto pubblico locale e quelle attività imprenditoriali che possono essere chiuse.

La sanità lombarda si sta attrezzando per nuovi letti di terapia intensiva ma “stiamo arrivando ai limiti massimi – ha aggiunto Fontana -. Si potrà aspettare qualche giorno, forse una settimana” in cui si potrà “dare una risposta adeguata a tutti. Ma bisogna fare in modo che il numero di chi si infetta inizi a ridursi”. Nel frattempo si stanno cercando anche nuovi spazi: “ci sono ospedali” da poco chiusi “che possono essere riqualificati” e anche “la Fiera di Milano ha già dato disponibilità per spazi”.

 

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