Coronavirus: dimessi i 20 cinesi dallo Spallanzani. I morti in Cina salgono a 1350

E’ salito a 1.350 il numero di morti per coronavirus in Cina, 1.310 nella sola provincia dello Hubei, con 242 nuovi decessi e 14.840 nuovi casi di contagio. Il forte incremento è dovuto ai nuovi parametri utilizzati per identificare i casi da Covid-19: ora i conteggi includono anche i “clinicamente diagnosticati”. Per le autorità sanitarie cinesi questo consente anche ai pazienti “sospetti” di ricevere le stesse cure dei casi confermati.

A Roma i 20 turisti cinesi che facevano parte della comitiva della coppia risultata positiva al coronavirus sono stati dimessi dallo Spallanzani. Tutti sono stati in quarantena 14 giorni e sono sempre risultati negativi al test: tra loro anche cinque minori. Mercoledì sera, per salutarli, in ospedale è stata organizzata una festicciola.

“E’ un giorno straordinario per i miei connazionali che hanno concluso la quarantena in questo ospedale. Sono molto felici. Stanno molto bene, sono contenti”, dice il dottor Zhang dell’ambasciata cinese, che ha accompagnato i venti connazionali dimessi dallo Spallanzani. “Voglio ringraziare lo Spallanzani e gli amici italiani che hanno dato supporto all’ambasciata – ha aggiunto -. I servizi prestati ai miei connazionali sono stati ottimi e professionali, eccezionali, per venire incontro ai loro costumi particolari. Ora torneranno direttamente in Cina con un aereo di linea”.

Secondo una infermiera dell’ospedale romano i 20 turisti cinesi “potevano uscire già nella serata di mercoledì” e “alcuni di loro volevano fare un giro a Roma, ma i taxi quando capivano che si trattava di loro rifiutavano la chiamata. Anche gli hotel stranamente erano tutti pieni. Sono stati costretti a rimanere qui”.

La Cina ha intanto rimosso i suoi massimi funzionari del partito comunista sia nella provincia centrale di Hubei, sia nella sua capitale, Wuhan, epicentro del focolaio di coronavirus. A Hubei il sindaco di Shanghai, Ying Yong, prenderà il posto del segretario in carica Jiang Chaoliang, mentre a Wuhan il nuovo capo del partito comunista, Wang Zhonglin. sostituirà Ma Guoqiang che, a fine gennaio, aveva ammesso ritardi nella scoperta dell’epidemia.

Il ministro della Salute giapponese, Katsunobu Kato, ha confermato che sulla nave da crociera ancorata nella baia di Yokohama sono stati accertati altri 44 casi di coronavirus: il totale delle infezioni a bordo sale così 218, in aggiunta al funzionario della quarantena rimasto a sua volta contagiato. Sulla nave ci sono ancora oltre 3mila persone, tra cui 35 italiani (di cui 25 membri dell’equipaggio), incluso il comandante.

In Vietnam, invece, un’intera città di 10mila abitanti, Son Loi, vicino ad Hanoi, è stata messa in quarantena per timori relativi alla diffusione del coronavirus. Il ministero della Salute vietnamita ha spiegato che “stiamo ordinando una quarantena di per 20 giorni perché nella cittadina sono stati segnalati 5 casi di infezione da Covid-19”. In Vietnam sono 15 le persone finora colpite dal virus, che ha già causato 1.350 morti in Cina.

 

 

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