Coronavirus, cosa accadrà a chi non andrà a lavoro durante la quarantena

Con il Coronavirus arrivato anche in Italia il Governo sta cercando di correre ai ripari. I primi provvedimenti sono stati presi, un apposito decreto è stato infatti emanato per contrastare l’epidemia, ma con i Comuni isolati e le imprese chiuse resta da capire quali saranno le tutele riconosciute alle persone impossibilitate a tornare a lavoro.

Coronavirus, periodo di malattia riconosciuto ai lavoratori in quarantena

A tutte le persone che non possono tornare a lavoro per causa del Coronavirus, perché magari si trovano in quarantena o sono sotto osservazione oppure ancora sono rimasti bloccati fuori dal proprio paese di residenza, lo Stato riconoscerà automaticamente il periodo di malattia. Si tratta di una tutela previdenziale garantita a seguito dell’emergenza sanitaria e che, di fatto, può cambiare di caso a caso.

Le formule previste sono diverse e possono essere concordate con l’azienda e/o datore di lavoro. Resta comunque valida la possibilità di ricorrere allo smart working  tutte le volte che un’impresa lo ritiene necessario. Ovviamente, non si parla né si può ricorrere al concedo per malattia nel caso in cui al lavoratore vengano forniti gli strumenti necessari per poter lavorare da casa. In quel caso varranno gli accordi presi con il proprio responsabile.

Quando questo non è possibile, però, il periodo di congedo (e le relative tutele) verranno riconosciute a chi – di fatto – non è in grado di poter andare a lavoro.

Coronavirus, proposta cassa integrazione per le imprese e i lavoratori

Il nodo da sciogliere, ad oggi, rimane però quello relativo allo stop delle imprese. Con la produzione che si arresta e i negozi che rimangono chiusi nei territori in quarantena, resta infatti da capire come il Governo ha intenzione di agire per tutelare piccoli, medi e grandi imprenditori.

Al vaglio dell’Esecutivo, stando a quanto emerso nelle ultime ore, ci sarebbe l’idea di riconoscere un periodo di cassa integrazione a tutte le aziende costrette a fermarsi per l’assenza dei dipendenti in azienda a seguito dei provvedimenti limitativi dell’epidemia. Che l’intenzione sia quella di procedere verso questa direzione lo ha confermato anche la Ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

Nessun provvedimento ad hoc verrebbe però preso in questi casi, poiché l’emergenza Coronavirus rientrerebbe tra gli eventi imprevedibili e, in quanto tale, darebbe diritto a tutte le tutele riconosciute dalla cassa integrazione ordinaria.

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