Coronavirus, caso sospetto a Parma

Coronavirus presunto caso di infezione dal nuovo virus a Parma su una donna italiana di ritorno da Wuhan. La paziente, ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’Ospedale Maggiore, è in buone condizione di salute. Di ritorno dalla località cinese epicentro della diffusione del virus, ha accusato lievi sintomi di infezione alle vie respiratorie. Il caso è solo sospetto, sottolinea l’Ausl di Parma. Le aziende sanitarie locali hanno attivato tutte le procedure previste dal Ministero della salute e dalle autorità regionali.

Paura anche nelle Marche dove è scattato l’allarme quando, questa mattina, all’ospedale di Macerata, si è sospettato un primo caso di infezione da coronavirus. Una donna di nazionalità cinese, tornata di recente dalla zona a rischio, presentava i classici sintomi delle sindromi simil-influenzali, ovvero febbre, tosse e mal di gola.​
Il Servizio Sanitario delle Marche: «Sintomi in due persone, nessun caso sospetto». Anche nelle Marche il Servizio Sanitario Regionale è pronto ad affrontare la eventuale presenza di casi sospetti di infezione da nuovo Coronavirus. A Macerata sono già state studiate le condizioni di salute di due persone recentemente rientrate dalla Cina che hanno manifestato sintomi respiratori meritevoli di approfondimento. Al momento nessuno di questi rientra nella definizione di “caso sospetto” secondo le indicazioni che il Ministero della Salute ha recentemente emanato il 22 gennaio. Come di consueto, quando deve essere pianificata la risposta di sistema a tematiche di sanità pubblica di interesse regionale, è stato allertato il GORES, Gruppo Operativo Regionale Emergenze Sanitarie, con la finalità di approfondire la situazione, valutare le procedure e dare indicazioni e raccomandazioni per organizzare al meglio la eventuale risposta del servizio sanitario regionale.

 Sono 897 i casi accertati in Cina di contagio del nuovo virus nCOV-2019, mentre i morti si sono attestati a quota 26: è l’ultimo bollettino aggiornato alle 22 locali (15 in Italia) diffuso dai media cinesi. Tra le quasi 40 province, regioni e municipalità speciali che compongono amministrativamente la Cina, solo il Tibet risulta ancora privo di casi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com