Coronavirus, carceri in rivolta

L’emergenza coronavirus  continua a infiammare le carceri. Le rivolte si moltiplicano con ritmo esponenziale e agli istituti penitenziari di Modena, Pavia, Napoli, Salerno, Vercelli, Frosinone, Cremona, si sono aggiunte Foggia (dove sono riusciti a fuggire 20 detenuti), Milano, Palermo e Reggio Emilia, mentre la situazione resta tesa comunque in tutte le carceri. A Modena la situazione più esplosiva: si contano 6 detenuti morti (probabilmente per overdose di metadone e altri farmaci) e altri quattro feriti gravi in prognosi riservata e 18 intossicati. Particolarmente alta la tensione anche nel carcere milanese di San Vittore, dove i detenuti sono saliti sul tetto. E a Verona ed Alessandria due detenuti sono morti per overdose da psicofarmaci, sottratti dalle infermerie durante le proteste, mentre a Prato sono stati appiccati incendi in alcune celle. La protesta si estende col passare delle ore. Nel carcere romano di Rebibbia Nuovo Complesso alcuni detenuti hanno dato fuoco a dei materassi.

Tutti protestano contro il divieto di avere colloqui di persona coi familiari. Intanto sulla situazione carceraria mercoledì 11 marzo in Senato si terrà l’informativa del ministro della giustizia Alfonso Bonafede

Foggia, caccia a 20 evasi in fuga

Una ventina di detenuti sarebbe evasa dal carcere di Foggia nel corso della rivolta: cinquanta detenuti sono riusciti a scappare dal carcere ma una trentina di loro è stata bloccata nelle immediate vicinanze dalle forze di polizia.

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