Coronavirus, aumentano gli spostamenti in Lombardia. A Messina scoppia il ‘caso De Luca’

E’ allarme per gli spostamenti in Lombardia durante l’emergenza coronavirus. Dopo un periodo di calma (apparente), le persone hanno iniziato a muoversi più del dovuto con la media regionale che ha raggiunto il 38%, dati che non si registravano dallo scorso 20 marzo. In particolare, secondo quanto riferito dal vicepresidente Fabrizio Sala, preoccupa il picco che solitamente avviene dalle 12 alle 16. Orario non usuale per chi va al lavoro e per questo si tratta di persone che escono per portare a spasso il cane o per fare la spesa.

 Numeri che preoccupano la Lombardia tanto che il governatore Fontana è pronto a mettere in strada più agenti di polizia per rafforzare i posti di blocco in vista di Pasqua. Le festività sono alle porte e i timori di un numero di persone ancora più alto per strada sono molto alti. Gli appelli a restare a casa sono continui ma non sempre ascoltati. E per questo motivo il Governo potrebbe prorogare il lockdown almeno fino al 2 maggio.

 A Messina, invece, scoppia il ‘caso De Luca’. Il sindaco, denunciato dal Viminale per vilipendio, ha postato una foto dall’abitazione dei genitori, a trenta chilometri dal capoluogo siciliano. L’immagine ha fatto il giro dei social con molti utenti che hanno criticato il primo cittadino visto il pugno duro utilizzato nei confronti dei messinesi. La difesa non si è fatta attendere: “Conosco perfettamente le regole – ha detto ai microfoni del Corriere della Sera – io sono residente e domiciliato a Fiumedinisi. I miei genitori sono contadini e vivono in campagna e mi riforniscono di prodotti freschi. Comunque mi sposto da Messina e Fiumedinisi e viceversa per motivi di lavoro“.

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