Coronavirus, 12 morti in Italia. Guarita la turista cinese ricoverata allo Spallanzani

Sale il bilancio delle vittime colpite dal coronavirus. In Italia, fino ad ora, si registrano 12 morti: l’ultimo è un 69enne del lodigiano già affetto da importanti patologie pregresse. L’uomo proveniva da uno dei comuni della “zona rossa” lombarda, era stato ricoverato all’ospedale di Piacenza, poi trasferito in terapia intensiva a Parma

Il virus colpisce anche bambini ed adolescenti in Lombardia. Si tratta di una bambina di 4 anni, due bambini di 10 e un 15enne. “Due sono stati dimessi e due sono in ospedale ma stanno bene. Tutti provengono dalla zona di Codogno”, ha spiega Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia.

Secondo il bollettino reso noto dalla Protezione civile, sono 374 le persone contagiate in 9 regioni e in una Provincia autonoma. Nel dettaglio, i casi accertati di coronavirus sono 258 in Lombardia, 71 in Veneto, 30 in Emilia-Romagna, 3 in Piemonte, 3 nel Lazio, 3 in Sicilia, 2 in Toscana, 2 in Liguria, uno nella Provincia autonoma di Bolzano e uno nelle Marche. I pazienti ricoverati con sintomi sono 116, 36 sono in terapia intensiva, mentre 209 si trovano in isolamento domiciliare.

“Il numero dei tamponi è di 9.462 unità. E’ un numero consistente”. Lo ha detto il capo della protezione civile e commissario straordinario per il coronavirus, Angelo Borrelli, in conferenza stampa. “Più del 95% ha avuto esito negativo”, ha aggiunto il prof Locatelli, direttore del Consiglio Superiore di Sanità.

E’ guarita dal coronavirus anche la turista cinese contagiata ricoverata allo Spallanzani di Roma da fine gennaio. A darne notizia è stato l’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, sottolineando che la donna è stata, insieme al marito, il primo caso in Italia. Anche l’uomo in ottime condizioni.

LIGURIA – “Diciannove operatori del pronto soccorso sono stati accompagnati in isolamento fiduciario precauzionale”. Lo rende noto l’ospedale San Martino di Genova. Gli operatori sono venuti in contatto con un paziente trasportato nel reparto di Malattie infettive e sottoposto a un tampone perché venuto in contatto a sua volta con il paziente 1 della Spezia. Gli operatori sono in attesa dei risultati del tampone a cui è stato sottoposto il paziente sospetto.

TOSCANA – Non è stato contagiato a Singapore l’imprenditore fiorentino di 63 anni risultato debolmente positivo al coronavirus Covid-19 e da due giorni ricoverato in isolamento nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Ponte a Niccheri, nel comune di Bagno a Ripoli (Firenze). E’ questa, al momento, l’unica certezza, mentre ancora si attende la conferma della positività dell’uomo da parte dell’Istituto superiore di sanità. C’è una pista per il 63enne, come riferisce la cronaca fiorentina della ‘Repubblica’, che i responsabili degli uffici di igiene stanno percorrendo. L’imprenditore ha incontrato un suo dipendente, che lavora in questa stagione in un campeggio sulla costa livornese intorno al 13 febbraio. Ha riferito che quell’uomo, un cittadino straniero, era malato e quindi si è deciso di fargli il tampone, e probabilmente anche l’esame sierologico per chiarire se è guarito dal coronavirus.

SICILIA – Questa è stata la prima notte in ospedale, a Palermo, per la turista 66enne bergamasca risultata positiva al test del coronavirus. La donna è in “discrete condizioni”, come spiegano i sanitari ed è tenuta in isolamento, come prevede il protocollo. Il marito e un amico che viaggiavano con lei, e che sono risultati positivi al test, sono in quarantena in albergo, sempre a Palermo, in quanto asintomatici. In quarantena anche gli altri amici che facevano parte della comitiva di 29 persone arrivate venerdì scorso da Bergamo a Palermo per un giro turistico, tutti risultati negativi al test. Negativi, per fortuna, al test anche i dipendenti dell’hotel di Palermo che li ospita.

Nel mondo, invece, le persone contagiate sono 80.980 e riguardano in tutto 33 Paesi anche se oltre il 95% dei casi sono stati registrati in Cina. Solo il 5% dei contagi sono stati rilevati al di fuori spiega il direttore Europa dell’Oms, Hans Kluge. “I nostri pensieri vanno a tutti i cittadini. Non bisogna cedere al panico, bisogna fidarsi in Italia di quello che sta facendo il ministero della Salute, in collaborazione con la Protezione civile”.

 

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