Corea del Nord: Trump potrebbe ordinare personalmente un attacco solo in presenza di una minaccia imminente

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, non e’ personalmente autorizzato a ordinare un attacco alla Corea del Nord, a meno di una minaccia immediata alla sicurezza degli Stati Uniti. Lo hanno dichiarato ieri due figure di spicco dell’amministrazione presidenziale, il segretario della Difesa James Mattis e quello di Stato, Rex Tillerson, ricordando che la Costituzione Usa attribuisce al Congresso federale il potere di proclamare lo stato di guerra, a meno che il paese non si trovi di fronte a una minaccia imminente. Mattis e Tillerson hanno voluto cosi’ rassicurare i parlamentari Usa durante un’audizione alla Commissione relazioni estere del Senato. La decisione finale di Trump in merito alla linea da adottare nei confronti della Corea del Nord sara’ “basata sui fatti” e dipendente dalle circostanze, ha detto Tillerson.

Ha espresso un parere simile il segretario della Difesa Usa, Mattis: “Penso che l’Articolo 2 (della Costituzione Usa) attribuisca con chiarezza al presidente la responsabilita’ di proteggere il paese, e se non ci fosse tempo a sufficienza, potrei immaginare che il presidente non consultasse il Congresso o lo facesse a posteriori, sulla falsariga di quel che abbiamo fatto ad esempio contro la Base aerea di Shayrat in Siria (bombardata dagli Usa in risposta a un attacco chimico contro ribelli e civili siriani)”, ha spiegato Mattis, che pero’ ha subito aggiunto: “Nel caso della Corea del Nord, pero’, credo che l’Articolo 2 si applicherebbe solo nel caso di un attacco diretto imminente o effettivo contro gli Stati Uniti”.

Nel corso della sua visita alla Corea del Sud, la scorsa settimana, il segretario alla Difesa Usa, James Mattis, ha visitato la Zona demilitarizzata al confine tra le due Coree, accompagnato dal ministro della Difesa sudcoreano, Song Young Moo. Nel corso della visita, Mattis ha letto una serie di dichiarazioni: “Le provocazioni della Corea del Nord”, ha detto il segretario, “continuano a minacciare la sicurezza regionale e globale nonostante la condanna unanime da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite”, ha accusato Mattis. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto il segretario – non e’ la guerra, ma piuttosto la completa, verificabile ed irreversibile denuclearizzazione della Penisola coreana. La visita alla Zona demilitarizzata, ha detto ancora il generale statunitense, vuole sottolineare la differenza tra le due Coree: da una parte un “regime oppressivo”, dall’altra una “democrazia prospera e una societa’ libera”. Il ministro della difesa sudcoreano ha dichiarato che i due paesi alleati continueranno a difendere la sicurezza nella Penisola coreana “con forza e determinazione.

Mattis ha dichiarato durante una conferenza stampa congiunta col suo omologo sudcoreano, Song Young-moo, di non poter immaginare “una condizione in cui gli Usa possano accettare la Corea del Nord come potenza nucleare”, avvertendo Pyongyang che il rapido avanzamento del programma nucleare e missilistico non rafforza, ma al contrario indebolisce la sua sicurezza e sottolineando che la diplomazia e’ piu’ efficace quando e’ “sostenuta da una forza militare credibile”. “Sia chiaro: qualsiasi attacco agli Stati Uniti, o ai nostri alleati, sara’ sconfitto. E qualsiasi uso di armi nucleari da parte della Corea del Nord trovera’ una risposta militare massiccia, efficace e travolgente”, ha affermato. Il ministro della Difesa della Corea del Sud, Song Young-moo, ha escluso il dispiegamento di armi nucleari tattiche nella penisola, ma ha sottolineato che l’alleanza Washington-Seul e’ in grado di rispondere, anche in caso di attacco nucleare.

Dopo gli scambi delle scorse settimane tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente statunitense, Donald Trump, seguiti ai testi missilistici e nucleari di Pyongyang, Mattis ha ribadito che il comportamento “illegale” della Corea del Nord non lascia alcun margine di manovra per accettarne lo status di potenza nucleare: “La Corea del Nord ha accelerato la minaccia verso i paesi vicini e il mondo coi suoi illegali e non necessari programmi di armamento missilistico e nucleare”, una situazione che rende l’alleanza militare e diplomatica tra gli Usa e la Corea del Sud “una nuova urgenza”. Anche Song Young-moo ha concordato sulla necessita’ di rafforzare ulteriormente la cooperazione e le capacita’ difensive sudcoreane, anche con l’acquisto di “asset militari piu’ avanzati” e il potenziamento dei missili convenzionali; il ministro, tuttavia, non e’ entrato nei dettagli e non ha parlato dei sommergibili nucleari.

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