Conte prende tempo sul Mes per ‘difendere’ il Recovery fund. Scintille tra Pd e M5s

Nonostante le pressioni nazionali e internazionali, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte prende tempo sul Mes. La sensazione è che il premier non voglia muovere un pezzo importante sulla scacchiera europea.

Conte si è arroccato facendo sapere di ritenere inadeguati gli aiuti standard dell’Ue. La strategia ha funzionato. Prima la Germania e poi la Commissione europea hanno aperto al Recovery fund. Ma la partita non è finita. Gli Stati frugali chiedono la revisione della proposta di Bruxelles, ma Conte ha fatto sapere di non essere disposto ad accettare passi indietro.

Aprire al Mes prima della fine della trattativa europea significherebbe spostare un pezzo importante sulla scacchiera, aprendo per la prima volta uno spazio per uno scacco. Uno scacco matto se i Paesi del Nord dovessero muovere bene i propri pezzi. Per questo motivo Conte non è intenzionato ad aprire la scacchiera. Il concetto di fondo è semplice. Prima ci si assicura i soldi del Recovery fund, poi su ragiona sulle altre misure.

Ma per il Pd,  per Italia Viva e Forza Italia, il tempo stringe. I fondi del Mes vanno richiesti e sbloccati nel minor tempo possibile. Nicola Zingaretti ha anche presentato un suo piano di riforme da avviare con i soldi legati al fondo Salva-Stati, quindi senza toccare il Recovery fund. La sensazione è che Conte non sia contrario al Mes. Semplicemente vuole giocare d’attesa. Se così fosse si aprirebbe il problema politico interno. Il Movimento 5 stelle di Mes non vuole sentirne parlare e ribadisce con Vito Crimi il suo No incondizionato.

La riflessione di Zingaretti sul ‘Corriere della Sera’, i famosi motivi per dire sì al Mes, hanno toccato i nervi scoperti all’interno della maggioranza. La giornata del 29 giugno è stata caratterizzata dal botta e risposta tra dem e pentastellati. Nel silenzio di Conte, che dovrà mediare tra posizioni contrastanti nella maggioranza. Ma questa volta è difficile arrivare a un compromesso. Presto o tardi la questione Mes si deciderà con un voto in Aula. A quel punto passerà la linea del sì o quella del no. Con il rischio, al momento concreto, che la maggioranza possa spaccarsi proprio sotto gli occhi delle opposizioni.

Ursula von der Leyen spinge sul Recovery Fund e in un’intervista ai microfoni dell’Handelsbatt annuncia che in caso di mancato accordo alla fine del vertice di metà luglio bisognerà procedere con un secondo incontro per chiudere la questione prima della pausa estiva.

La von der Leyen vuole chiudere la trattativa sul piano di aiuti entro la fine del mese di luglio. La consapevolezza è che il piano di aiuti proposto dall’Unione europea debba partire il prima possibile, per evitare di vanificare tutti gli sforzi fatti fino a questo momento. Nel caso in cui i soldi arrivassero in ritardo, come specificato nelle scorse settimane anche dal premier Conte, il piano di aiuti sarebbe sostanzialmente inutile alla causa. “È importante che finiamo entro la pausa estiva. O riusciamo al primo o avremo bisogno di un secondo, ad ogni modo dobbiamo lavorarci fino al punto che il pacchetto venga avviato. Non possiamo permetterci una pausa estiva fino a quel momento”, ha dichiarato Ursula von der Leyen.

In vista del vertice europeo di metà luglio i leader europei trattano a fari spenti nella speranza di arrivare a un accordo al primo appuntamento utile. Restano da vincere le resistenze dei Paesi del Nord, poco inclini ad accettare il piano europeo così come proposto da Bruxelles. Dall’altra parte ci sono gli Stati del Sud. Questi non sono intenzionati ad accettare passi indietro rispetto alla proposta avanzata dalla Presidente della Commissione europea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com