Italian Prime Minister, Giuseppe Conte attends a press conference to present the new measures contained in the new Ministerial Decree (DPCM) for the Covid-19 emergency, at the Palazzo Chigi in Rome, Italy, 18 October 2020. Conte will unveil further restrictions as new cases of coronavirus continue to rise. EPA/ANGELO CARCONI

Conte pensa a un coprifuoco alle 20

Una riunione è in corso tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte i capi delegazione della maggioranza e i ministri. Sul tavolo le nuove misure che dovrebbero confluire nel Dpcm ma anche la situazione di Napoli dopo gli incidenti di ieri sera.

L’APPELLO ALLE IMPRESE – 

“Siamo consapevoli del fatto che non tutte le misure adottate hanno agito con la tempestività necessaria e che le amministrazioni pubbliche nel loro complesso possono senz’altro migliorare le loro performance, in particolare nella capacità di aiutare rapidamente e concretamente le imprese creando un contesto favorevole agli investimenti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo all’assemblea della Cna con un videomessaggio.

“Vorrei rivolgervi un appello – ha aggiunto -: uniamo le forze nel segno della reciproca fiducia per cambiare l’Italia, per non lasciare indietro nessuno, le porte del governo rimarranno sempre aperte”.

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Di fronte all’impennata dei contagi la linea di Giuseppe Conte sulla seconda ondata vacilla. Si tratta di mettere in discussione alcuni tabù per salvare l’apertura delle scuole e soprattutto il sistema economico, che rischia di cadere in ginocchio alla sola evocazione della parola «lockdown». Ora, quindi, l’idea di un coprifuoco nazionale dalle 20 prende corpo. Mentre vacilla l’impegno di risparmiare alle scuole una chiusura parziale, d’altro canto già adottata o in fase di adozione – almeno per le superiori – da parte di molte Regioni.

Prende corpo quindi l’idea di andare, entro il fine settimana, a un nuovo Dpcm che renda operative queste nuove misure per cercare di arginare la crescita dei contagi. Preoccupa soprattutto, nei report arrivati a Palazzo Chigi dal Comitato tecnico scientifico, il superamento di un’altra soglia psicologica, ieri, quella del 10% di positivi sui tamponi effettuati: viene visto come il segno inequivocabile di un tracciamento che sta sfuggendo di mano. Ieri pomeriggio Conte ha avuto un lungo colloquio con Domenico Arcuri per capire, dal presidente della task force per l’emergenza, per quanto tempo il sistema sanitario è in grado di tenere alla luce delle attuali curve di crescita dei contagi. Il riferimento è soprattutto alle terapie intensive. In alcune Regioni, come la Campania, la situazione è già al livello di guardia, e preoccupa anche la Lombardia, che può contare su un sistema sanitario ben più solido, certo, ma i numeri si sono fatti davvero impressionanti, specie per la città Milano.

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