Conte, Olivia Paladino e la scorta: il caso Iene fa aprire un’indagine

La scorta del premier Conte usata impropriamente dalla fidanzata Olivia Paladino? La Procura di Roma sta indagando dopo una denuncia, presentata da Fratelli d’Italia, in relazione al presunto uso irregolare della scorta del presidente del Consiglio.

I fatti risalgono al 26 ottobre. La fidanzata di Conte, Olivia Paladino, incalzata dal giornalista Filippo Roma delle Iene, che le chiedeva conto dei presunti interessi di suo padre, imprenditore titolare del famosissimo Hotel Plaza di Roma, si sarebbe barricata in un supermercato per sfuggire alle telecamere, dove poi sarebbe stata raggiunta da alcuni agenti della scorta del premier.

Roma stava rivolgendo alla Paladino delle domande in merito a un servizio sulla depenalizzazione del mancato versamento della tassa di soggiorno, di cui potrebbe beneficiare anche il padre appunto, con importanti risparmi. Una legge salva-suocero, potrebbe dire qualcuno esagerando, ma che di certo farebbe gola a tantissimi altri, non solo a Cesare Paladino.

Una posizione con il Fisco già scricchiolante quella del suocero di Conte, che già tempo fa era stato indagato per peculato dalla Procura di Roma, che lo aveva accusato proprio di essersi intascato la tassa di soggiorno versata dai turisti che soggiornavano nel suo lussuoso hotel 5 stelle nella centralissima via del Corso nella capitale.

Paladino avrebbe già avuto un pesante debito con l’erario: una cifra monstre di circa 36 milioni di euro. Poi, concessa la rateizzazione, Paladino avrebbe a un certo punto smesso di pagare le rate. Ora, sarebbe anche accusato di non aver saldato una fornitura di Prosecco da 5mila euro.

Riguardo alla vicenda della scorta al supermercato per Olivia Paladino ci sarebbe un’informativa di servizio inviata al Viminale proprio dopo che la Procura di Roma ha aperto il fascicolo sul presunto uso della scorta e dell’auto di servizio da parte della Paladino.

Nella relazione consegnata al ministero dell’Interno verrebbe evidenziato che gli uomini della scorta di Conte, quel lunedì, si trovavano in “osservazione e controllo al di sotto dell’abitazione della compagna del premier”, perché Conte si sarebbe trovato lì.

Nel supermercato di fronte casa della Paladino ci sarebbe stato un momento di concitazione legato proprio alla presenza al suo interno della Paladino, che avrebbe attirato l’attenzione del poliziotto. Un addetto lo avrebbe poi chiamato “perché una donna era in difficoltà”: la fidanzata del premier, appunto, incalzata dalle domande delle Iene.

Secondo la versione rilasciata dal Viminale, il poliziotto l’avrebbe aiutata ad uscire, ma poi lei sarebbe tornata a casa a piedi senza salire sull’auto blu. Conte, dal canto suo, non sarebbe proprio intervenuto nella vicenda, dice la nota ufficiale, perché non informato in tempo reale.

Filippo Roma è stato già ascoltato dai pm come persona informata dei fatti. Il prossimo passo potrebbe essere l’invio da parte dei giudici di un fascicolo al tribunale dei ministri. Il reato ipotizzato sarebbe quello di abuso di ufficio.

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