Riguardo all’incontro tra Conte e Letta viene  confermata la strategia lanciata da Nicola Zingaretti. Una strategia che serve anche a rafforzare l’alleanza.  Se infatti Pd e M5s imboccano la strada della collaborazione sarà più facile per il governo il lavoro di integrazione fra le istanze di una maggioranza molto variegata. ‘Abbiamo parlato delle urgenze attuali, delle emergenze, del Piano vaccinale, della necessita’ di sostenere famiglie imprese e lavoratori. Siamo entrambi molto preoccupati per le prospettive future rispetto alle difficoltà economiche e sociali. E’ importante completare il Recovery plan’, ha argomentato Conte.

Conte ha poi riconosciuto che Pd e M5S devono dialogare in vista delle elezioni comunali di ottobre. ‘Sulle amministrative c’è la volontà di confrontarsi e trovare soluzioni efficaci. Chi va da solo è meno efficace’,  ha precisato l’ex premier. Non sarà una partita facile perché gli appuntamenti di ottobre riguardano città grandi nelle quali ogni partito ha già dei pretendenti. Si va da Roma a Torino a Napoli. Ma è quello della capitale il nodo più difficile da sciogliere.

Questa rappresenta la prova del nove per il futuro dell’alleanza Pd-M5S. Il Pd era pronto a mettere in campo l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Ma il neo segretario Enrico Letta ha bloccato tutto. La partita è complicata dal fatto che l’attua sindaca pentastellata Virginia Raggi si è ricandidata già da qualche mese e sta conducendo una battaglia vigorosissima puntando alla rielezione. Il Pd, tuttavia, ha tenacemente avversato Raggi durante tutto il suo mandato e non può accettarla come candidata comune di un’alleanza Pd-M5S. Una possibile soluzione per uscire dall’impasse potrebbe essere quella di candidare l’ex segretario Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Un grande sostenitore dell’alleanza con il M5s potrebbe essere un candidato forte e rappresentativo del patto Letta-Conte. Ma le trattative sono solo all’inizio.

Arianna Manzi