Conte in visita alla corte di re Trump

L’imminente visita del nostro Presidente del Consiglio, Prof Giuseppe Conte, a Washington potrebbe rappresentare una grande occasione per l’Italia. All’inquilino della Casa Bianca piace quella connotazione populista che il nostro Premier ha rivendicato al suo governo, anche se, a dire il vero, non si è ben capito cosa significhi. Certamente l’invito di Trump è un atto dovuto, perché dopo un anno e mezzo dal suo insediamento è quasi normale che un premier italiano venga accolto a Washington. Però bisogna stare attenti a pensare che Trump sia un consuetudinario, anzi è l’esatto contrario.Le sue mosse vanno studiate usando una visione diversa dall’attuale. Intanto ha abbandonato il multilateralismo, che era una politica estera basata ideologicamente su valori da condividere attraverso il dialogo con più stati contemporaneamente, al suo posto il confronto da nazione a nazione, quindi ideologicamente molto carente. Non vuole esportare il suo modello populista in Europa, ma pensa solo di massimizzare gli interessi degli Stati Uniti. In base a questo suo modus operandi, in che modo l’Italia gli può essere utile? In almeno tre ambiti: sfruttare la linea del governo italiano che ha deciso di contrastare l’Europa della Merkel e far sì che il nostro Paese circondi la Germania, considerato oltre oceano il vero nemico europeo. Poi consentire che l’Italia faccia sentire il suo peso in materia di dazi in modo più favorevole agli USA. E infine la Russia di Putin. Trump ha come obiettivo del suo mandato un accordo con il Cremlino, ma nello stesso tempo si rende conto che la strada è irta di ostacoli, sia interni che esterni e di interessi economici e strategici che vedono distanti Usa e Russia. Invece un Paese come l’Italia, che sin dai tempi della guerra fredda, guardava ai Paesi dell’Est Europa, Russia compresa, pur rimanendo alleato fedele e solido e tenuto conto che l’attuale governo ha in sé anime filo russe, può essere utile a Trump per muovere, indirettamente, una pedina. Ma sempre con l’America e i suoi interessi economici al centro: ad esempio sulla fornitura del gas gli americani vorranno che ci rivolgiamo di più a loro e non ai russi. Il modus operandi di Trump dovrebbe ispirare anche quello del nostro governo, che non dimentichiamo, è nato anche grazie all’aiuto degli Usa. E quindi non è sbandierando il nostro populismo che ci può far guadagnare favori, ma seguendo la strategia del Presidente Usa e cercare di farla propria. E sicuramente Trump ci potrà appoggiare su tre questioni fondamentali:l’integrazione europea ha creato più problemi di quanti ne abbia risolti. La seconda questione è il tema dell’immigrazione, legato strettamente alle vicende politiche della Libia. La Francia di Macron, sta spingendo al massimo perché si facciano le elezioni in quel Paese per attrarlo nella sua orbita, ma Conte si è detto subito contrario.Ma per contrastare la Francia abbiamo bisogno dell’aiuto degli Usa. La terza questione riguarda la Russia. Le sanzioni economiche inflitte a Mosca, le tensioni tra Russia e Usa e tra Europa e Usa ci danneggiano a livello di scambi commerciali. Perciò è importante che l’Italia aiuti Trump nei suoi progetti di pace. Il liberalismo economico globalizzato è tramontato e vivere ancora con l’idea di un vecchio multilateralismo, non ci può portare che ad una catastrofe imminente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com