Conte in Aula al Senato: ‘Nel governo la fiducia resta intatta’

Nell’ennesima giornata difficile per il suo governo e per la  maggioranza giallo-verde, il premier Giuseppe Conte scarica Matteo Salvini sul caso Moscopoli. Non solo è stato il capo della Lega, indirettamente, attraverso il suo consigliere Claudio D’Amico, a far partecipare il suo ex portavoce Gianluca Savoini al viaggio in Russia. Non solo i viaggi a Mosca di Savoini sono stati organizzati «direttamente dal ministero dell’Interno». Ma sull’intera vicenda, a partire dalla composizione della delegazione italiana, Conte spiega di non aver «ricevuto informazioni dal ministro competente». E infine, annuncia la sua intenzione di «vigilare con massimo rigore affinché negli incontri governativi siano presenti solo ed esclusivamente persone accreditate ufficialmente che siano tenute al vincolo della riservatezza».

Informativa del premier Conte in Aula sulla vicenda dei fondi russi. “Sono qui per il rispetto di quest’Aula”, ha detto aprendo il suo discorso. “Se oggi sono qui davanti a voi è in ragione del mio ruolo, è per il profondo rispetto che nutro nei confronti di quest’Aula. Non mi sono mai sottratto all’interlocuzione con il Parlamento. Il confronto è la vera essenza della nostra forma di governo”. “E a questo consesso tornerò ove mai dovessero maturare le condizioni per una cessazione anticipata del mio incarico”. I senatori del M5S sono usciti dall’Aula quando il premier Giuseppe Conte ha iniziato il suo intervento sui presunti fondi russi alla Lega. La protesta, ha spiegato il senatore pentastellato Michele Gianrusso, è legata “alle dichiarazioni di Conte sulla tav”.

“Ribadiamo il nostro rispetto per il Presidente Conte ma oggi non era lui a doversi presentare nell’Aula del Senato per rispondere all’informativa sul caso Russia-Lega”. È quanto si legge in una nota del M5S che spiega le ragioni per cui i senatori del Movimento non sono in Aula.

“Ciascuna forza politica è libera di coltivare rapporti. Mi sono sempre adoperato affinché gli interessi di parte fossero vagliati al filtro degli interessi nazionali. Su questo sono esigente”. L’intervento del premier è stato interrotto diverse volte dalle urla di alcuni senatori. “Ho fatto una premessa sul rispetto che nutro nei vostri confronti e di questa Aula – ha risposto Conte – Capisco che possa non essere reciproco, ma chiederei di concludere. Volete che riferisca o interrompo qua?”

LA DIRETTA

“Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del Consiglio posso precisare che il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo. Era presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 a seguito del ministro Salvini”. “Salvini è stato presente a Mosca anche il 15 luglio 2018 per la finale del mondiale di calcio e il 16 luglio 2018 per l’incontro con le controparti russe. In quella occasione fu notificata alle controparti russe dalla nostra ambasciata la composizione della delegazione italiana su indicazione del protocollo del ministero dell’Interno: la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Savoini”.

Dei presunti fondi russi alla Lega, ricorda Conte, se ne sta occupando la Procura di Milano. «Confermo che la partecipazione del signor Savoini all’evento del pomeriggio del 4 luglio scorso (il Forum italo russo organizzato in occasione della visita di Putin) ha dato luogo alla sua partecipazione automatica ai seguiti come per tutti i partecipanti del forum». Ancora, «la visita a Mosca del 17 e del 18 ottobre è stata organizzata direttamente dal ministero dell’Interno, con la partecipazione all’assemblea di Confindustria Russia, a cui ha partecipato anche Savoini». In precedenza Salvini era stato a Mosca il 15-16 luglio del 2018 (per la finale dei Mondiali di calcio), e in quell’occasione, «su indicazione del protocollo del ministero dell’Interno», la delegazione ufficiale «comprendeva anche il nominativo del signor Savoini». 

“Alcuni hanno inteso attribuire alla mia adesione alla richiesta di riferire singolari significati e hanno letto la volontà di rimarcare prese di posizione distinte all’interno della compagine di governo: è una lettura che mi ha molto sorpreso”.

Il capogruppo Pd Andrea Marcucci annuncia la mozione di sfiducia individuale contro Salvini. 

Prima dell’intervento a Palazzo Madama Conte aveva parlato alla Camera per una informativa sui conti pubblcii. “M5S e Lega sono due “forze politiche che confermano di avere sensibilità diverse rispetto a vari temi ma ciò non impedisce l’azione di governo”. Lo dice il premier Giuseppe Conte nell’informativa alla Camera. “Ritengo un dovere essere qui nel rispetto della centralità del Parlamento nel suo ruolo di controllo”, sottolinea. “Stiamo lavorando alacremente. Nei prossimi giorni vedremo le parti sociali alla presenza di molti ministri per varare la manovra economica in anticipo”.

“Il combinato disposto delle maggiori entrate e delle minori spese – ha detto in un altro passaggio – risultanti dall’aggiornamento del quadro di finanza pubblica per il 2019, nonché i risparmi del costo del servizio del debito dovuti alla riduzione dello spread,permetteranno al governo di avere un quadro più informato circa le stime del rapporto deficit/PIL a legislazione vigente per il 2020. Anche grazie ad un più chiaro quadro macroeconomico internazionale e alle nuove stime di crescita del pil disponibili entro l’autunno, la nota di aggiornamento al Def di settembre definirà ulteriormente le scelte di finanza pubblica”.

“Siamo consapevoli della centralità del Parlamento” nell’iter delle Autonomie. Ritengo – ha aggiunto – che il Parlamento non debba essere coinvolto solo al termine del procedimento con un’alternativa del prendere e lasciare, le Camere devono assumere un ruolo primario prima della sottoscrizione dell’intesa”.

La giornata fotografa  la  delegittimazione dell’attivismo di Conte da parte della maggioranza di governo e dei suoi stessi ministri. Solo Riccardo Fraccaro e Giulia Bongiorno si sono presentati in aula. Il Movimento Cinque Stelle ha lasciato clamorosamente l’emiciclo all’inizio del discorso del premier, ufficialmente per protesta contro la mancata partecipazione di Matteo Salvini ma, dicono in tanti, per segnalare un rabbioso dissenso dopo il sì di Conte alla Tav.

C’è indubbiamente una  crisi virtuale dell’esecutivo con le  possibili conseguenze interne della doppia partita giocata da Conte su Russiagate e Tav, con i soliti interrogativi sullo sfarinamento del M5S, la possibilità che la Lega stacchi la spina, l’esistenza o meno di maggioranze alternative. La questione ruota attorno al ribaltamento di senso della giornata: un dibattito voluto anche  per tranquillizzare l’Europa e gli alleati Nato sulla nostra collocazione e la nostra affidabilità rischia di risolversi nell’esatto contrario, cioè in un’ennesima dimostrazione della labilità delle nostre affermazioni e promesse e dello scarso sostegno offerto dal sistema politico italiano a chi le pronuncia.

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