Conte II oggi alla prova dell’Aula

Un nuovo rapporto con l’Europa, non più costellato di contrasti ma virtuoso, capace di incidere sulle riforme, a cominciare dal patto di Stabilità. Una nuova gestione del fenomeno immigrazione, senza abbandonare la linea della fermezza, ma recuperando il lavoro fatto in seno all’Europa, cercando di superare il Trattato di Dublino e riesumare i 6 punti guida per i ricollocamenti. E poi il programma, gli aspetti della manovra di Bilancio di autunno. Stamane, 15 mesi dopo la prima volta, Giuseppe Conte torna a chiedere la fiducia di un Parlamento a geometrie variabili. Assistito dal suo staff ha messo a punto quelle dichiarazioni programmatiche che ogni premier tenta di depurare dalla ritualità perché non sconfinino in un libro dei sogni. Saranno più o meno 20 cartelle, fitte di progetti per il futuro, affinché quello che inizia sia un governo di legislatura: ‘Io sarò garante di un esecutivo al servizio del Paese, che metta da parte le differenze del passato e riesca a fare per ogni materia una sintesi costruttiva’.

Conte insisterà sulla speranza che si apra una stagione riformista, fatta di crescita e investimenti, imperniata sulla leale collaborazione fra Palazzo Chigi e le due Camere.  Giorgia Meloni, che il 4 giugno dell’anno scorso non era pregiudizialmente contro ‘l’avvocato del popolo’, oggi andrà in piazza a sventolare polemicamente il Tricolore.
I mercati, oggi  più benevoli, con lo spread a 151 contro i 240 del 5 giugno 2018. Un viatico significativo, incoraggiante, una apertura di credito utile a far quadrare i conti disastrati dell’Italia. Il primo passo, incassata oggi la fiducia della Camera e domani quella del Senato, sarà quello di ottenere quella porzione di flessibilità necessaria all’Italia per superare il test di una difficilissima manovra di Bilancio.

Parole chiavi: sviluppo, investimenti, crescita. Nella consapevolezza che quest’anno, con la zavorra di 23 miliardi di aumento dell’Iva da disinnescare, far quadrare i conti non sarà facile. Ma a dare il segno di un cambio di passo rispetto solo a qualche mese fa, sarà proprio il tema dell’equità. E la scelta di archiviare la flat tax leghista per dare la precedenza alle tasse sul lavoro.

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