Una veduta di Palazzo Chigi dove è in corso un nuovo vertice di governo sul testo del decreto di Agosto, Roma 6 agosto 2020. MAURIZIO BRAMBATTI/ANSA

Conte e Bonomi sul Recovery Plan tra governo e Confindustria

Oggi si è tenuto l’incontro tra governo e Confindustria sul Recovery Plan, durato circa un’ora e mezza. Presieduto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, collegato in videoconferenza. Poi il confronto con le altre confederazioni delle imprese: Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna, Confartigianato e Confapi.

Il Recovery plan “non è un piano del governo ma del sistema-Italia, quindi deve essere ampiamente condiviso e costituire le basi per ricostruire e trasformare il Paese garantendo una robusta ripresa, una più efficace resilienza e la realizzazione delle riforme che valgano a superare le carenze strutturali del Paese e a migliorarne la competitività”, ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante l’incontro a palazzo Chigi con i rappresentanti di Confindustria.

Secondo quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi, Conte ha aggiunto che “l’obiettivo è offrire una pronta ripresa al Paese, dopo questi mesi di sofferenza e recessione economica. Stiamo creando le premesse per ripartire più forti di prima”.

“Dobbiamo affrontare questa sfida, tra le più importanti dal secondo dopoguerra, con spirito di intrapresa comune”, ha aggiunto. Coinvolgere le parti sociali nella governance, attuare le riforme strutturali, comprenderne gli effettivi impatti sul Pil e sull’occupazione, attuare politiche attive del lavoro, risolvere il problema delle misure attuative per le opere infrastrutturali. Sono le principali osservazioni fatte da Confindustria al governo, nell’incontro sul Recovery Plan.

Confindustria: occorre stima chiara degli obiettivi sull’occupazione
“Confindustria, prima ancora di entrare nel merito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, in questo primo incontro con il Governo – si legge in una nota – ha posto quattro questioni prioritarie inerenti il metodo. A ispirarle è esclusivamente l’interesse nazionale affinché il Pnrr, un’occasione storica e irripetibile per il Paese, raggiunga la massima efficacia”.

Secondo Confindustria, la governance “necessaria per una puntuale ed efficiente realizzazione del Piano, ad oggi non ancora delineata” dovrebbe prevedere “modalità di confronto strutturato e continuativo con le parti sociali e un loro coinvolgimento lungo tutto il processo di esecuzione dei progetti”.

“Confindustria – sottolinea- ha manifestato la piena disponibilità a continuare su questa metodologia di confronto al fine di rendere efficace e credibile il Pnrr nell’interesse del Paese”.

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza deve avere una stima chiara degli obiettivi sull’occupazione o “in assenza di un quadro generale di priorità, compatibilità e obiettivi, ogni valutazione rischia di ridursi ad una mera somma di richieste, in nome dei diversi interessi economici e sociali”, afferma Confindustria, in una nota diramata dopo l’incontro con il governo sul Recovery Plan.

“Senza una stima chiara degli obiettivi sull’aumento dei tassi di occupazione – a partire da giovani e donne sulla diminuzione dei Neet, sull’aumento dei laureati, sulla diminuzione dei gap territoriali e di genere – non è possibile – sostiene Confindustria – esprimere un parere sull’allocazione complessiva di risorse destinate agli obiettivi di sostenibilità sociale e di crescita della produttività”.Il Recovery plan rappresenta “un’occasione storica e irripetibile per il Paese” ma, allo stato attuale, non è conforme “con le linee guida indicate dalla Ue”.

E’ quanto sottolineato da Confindustria al termine dell’incontro con il premier Giuseppe Conte. L’associazione degli industriali ha indicato quattro priorità al Governo, ha chiesto di affinare il piano indicando gli effettivi impatti sul Pil e di coinvolgere le parti sociali nella governance. Prima ancora di entrare nel merito del Pnrr, in questo primo incontro con il Governo, l’associazione guidata da Carlo Bonomi ha posto “quattro questioni prioritarie inerenti il metodo”.

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