La sindaca di Roma Virginia Raggi, Roma, 19 novembre 2020. ANSA/ANGELO CARCONI

Conte ancora leader del M5s? Depositato il ricorso a Napoli, cosa succede adesso

Gli avvocati del Movimento 5 Stelle hanno depositato il ricorso per la revoca della sospensiva emessa dal Tribunale di Napoli, che ha congelato il nuovo statuto pentastellato e la leadership dell’ex premier Giuseppe Conte. La decisione di intraprendere questa iniziativa legale è arrivata dopo un vertice tra lo stesso Conte e Beppe Grillo. “Si confida che gli elementi emersi consentano di poter ottenere una tempestiva revoca” della sospensione, hanno sottolineato fonti del M5s.

Sulla riconferma di Giuseppe Conte come presidente del Movimento 5 Stelle era già intervenuto il fondatore. “Chi ha mai messo in dubbio questa roba qua? Ma state scherzando?”, aveva risposto Beppe Grillo ai giornalisti, che lo avevano intercettato in seguito alla cena con l’ex presidente del Consiglio.

“Abbiamo avuto una riunione, abbiamo esaminato tutti gli aspetti giuridici. Siamo fiduciosi, offrendo al Tribunale di Napoli un nuovo documento, che potrà essere riconosciuta la piena validità delle delibere assembleari contestate” aveva aggiunto Giuseppe Conte, dopo il vertice con Beppe Grillo spiegando che non si trattava di un tema politico ma “solo giudiziario”.

“La situazione è molto più semplice di quella che voi descrivete”, ha dichiarato Roberto Fico, presidente della Camera e tra gli esponenti più in vista del Movimento 5 Stelle, a margine dell’inaugurazione del NauticSud a Napoli: “La questione è assolutamente burocratica, non politica. Quindi faremo i passi che abbiamo già annunciato, sperando che vadano a buon fine Giuseppe Conte è il leader del Movimento 5 Stelle, stravotato, e non siamo con lui. Non c’è nessuna questione politica. Questo nonostante tanti, anche ex attivisti, si divertono a fare causa al M5s, ma non ci arrenderemo mai”.

L’ordinanza del Tribunale di Napoli ha sospeso in via cautelare le due delibere che hanno cambiato radicalmente il volto del M5s, con il blocco del nuovo statuto e il decadimento di Giuseppe Conte da leader M5s.

La prossima udienza è prevista il 1° marzo. In attesa di una nuova decisione, il progetto per il “Movimento 2.0” promesso dall’ex presidente del Consiglio fatica a ingranare.

Francesco Astone, avvocato di Giuseppe Conte, ha riferito che “torneremo a Napoli e chiederemo al giudice di merito di pronunciarsi” in particolare sull’esito delle votazioni per la leadership, che hanno escluso gli iscritti al Movimento 5 Stelle da meno di 6 mesi. Nonostante “il risultato sarebbe rimasto lo stesso” e “siamo convinti che Giuseppe Conte verrà riconfermato”.

M5s, Luigi Di Maio-Beppe Grillo, il complotto perfetto: Virginia Raggi al posto di Giuseppe Conte.

Nell’M5s si lavora ad un clamoroso colpo di scena: Virginia Raggi al posto di Giuseppe Conte come leader del Movimento. Grillo ha parlato a lungo con Luigi Di Maio. Nessuno dei due ha nascosto le difficoltà di un dialogo interno che continua a latitare. Tra i parlamentari del Movimento sono in tanti a temere per la tenuta della maggioranza (e del governo), nonostante le parole rassicuranti di Conte dopo l’ultimo incontro con il premier, Mario Draghi. Sono tanti i nodi da sciogliere e anche il ruolo di Conte potrebbe tornare in discussione.

Una nuova votazione di tutti gli iscritti “potrebbe vedere in campo per la leadership Virginia Raggi. L’ex sindaca di Roma ha parlato con Grillo giovedì. Di Maio, dopo aver sentito al telefono sia la Raggi sia Chiara Appendino, aveva manifestato l’idea di sostenere la candidatura dell’ex prima cittadina della Capitale a leader del Movimento”, rivela il Tempo. Sarebbe questo il piano B dello stesso Grillo. Conte è uscito indebolito dalla partita del Quirinale e dalla gestione della candidatura della Belloni “e i suoi rapporti con Grillo erano tutt’altro che idilliaci prima che venisse votato capo politico”, ricorda sempre il Tempo.

Chi in queste ora ha parlato con la Raggi non smentisce affatto questa ipotesi, anzi. “Del resto, il portavoce della Raggi, dopo la sconfitta alle comunali di ottobre, ha trovato asilo professionale proprio alla Farnesina. “Ma tra il dire e il fare ci sono dimezzo Conte e il Tribunale di Napoli”, ricorda il Tempo. E così sulla testa del Movimento Cinquestelle torna ad aleggiare lo spettro della scissione.

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