epa08871929 Italian Prime Minister Giuseppe Conte wearing a face mask delivers a speech at the Chamber of Deputies on the upcoming European Council meeting, Rome, Italy, 09 December 2020. EPA/RICCARDO ANTIMIANI

Conte alla Camera fa appello alle ‘forze volenterose’

Conte ha lanciato alcuni messaggi.  L’Italia ha una solida vocazione europeista; la maggioranza ha raggiunto una convergenza di vedute; nei 29 punti di programma c’erano visione e spinta ideale; parlo a nome del governo a testa alta ma non per arroganza. Abbiamo agito con il massimo scrupolo; il governo ha posto le basi per un rilancio della crescita; da giugno arriverà l’assegno unico per figli minori; do atto alla responsabilità dell’opposizione; la politica sia nobilee orientata ai bisogni dell’uomo; da Iv attacchi aspri e a volte scomposti; da Iv continui rilanci su temi divisivi; provo disagio per una crisi con la pandemia ancora in corso; la crisi ha già fatto salire lo spread. La crisi sia chiarita oggi in Parlamento; per la crisi non ravviso un plausibile fondamento; non serviva una crisi politica in questa fase; la fiducia non si recupera, adesso si volta pagina; il Paese merita un governo coeso; la crisi ha provocato sgomento nel Paese. Bisogna andare avanti a mettere in sicurezza il Paese; per il Recovery ora ci sarà un confronto con le parti sociali; la stesura finale sarà dopo il confronto con le parti sociali. Bisogna trovare la convergenza tra tutte le forze parlamentari; Governo con forze europeiste contro i nazionalisti; la riforma fiscale non è più rinviabile; il governo si impegna per una riforma elettorale proporzionale. Servono forze parlamentari volenterose; chiedo un appoggio a forze parlamentari volenterose; chiedo un appoggio limpido e trasparente su un progetto. A chi ha cuore il destino dell’Italia io dico: ‘aiutateci’; maggioranza ha già M5s, Pd, Leu, sarebbe arricchimento avere contributo europeisti, liberali, popolari, socialisti; non manterrò la delega all’Agricoltura; nominerò una persona di fiducia ad autorità delegata per l’intelligence; completerò il lavoro avviato per un patto di legislatura e rafforzerò la squadra di governo; se il Parlamento confermerà la fiducia al governo io sono disposto a fare la mia parte.

“All’inizio di questa esperienza di governo – ha detto Conte -, nel 2019, prefigurai un chiaro progetto politico per il Paese. Precisai che il programma non poteva risolversi in una mera elencazione di proposte eterogenee o una sterile sommatoria delle posizioni delle forze di maggioranza. Un’alleanza tra formazioni provenienti da storie, esperienze, culture di diversa estrazione e che in passato si erano confrontate con asprezza, poteva nascere solo su due discriminanti. Il convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del Paese. Fin dall’inizio mi sono adoperato perché si delineasse la prospettiva di un disegno riformatore, ampio e coraggioso” per “configurare una nuova stagione riformatrice” basata sulla “sostenibilità, sulla coesione sociale e territoriale, sul pieno sviluppo della persona umana. E ancora oggi “c’è una visione. In questi mesi drammatici” della pandemia da Covid “questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo convergenza di vedute, risolutezza di azione anche nei momenti più difficili”. “Agli inizi 2020” il progetto del governo si è dovuto “misurare con la pandemia che ha sconvolto in profondità la società e la dinamica stessa delle nostre relazioni. Affrontiamo una sfida di portata epocale – ha detto ancora Conte -, si vivono paure primordiali, più spesso conosciute da generazioni del passato. Torniamo a sentirci profondamente fragili, alcune certezze radicate sono state poste in discussione. Ci siamo misurati quotidianamente come mai in passato con scienza e tecniche, con la difficoltà a fornire risposte efficaci e rapide”. “Primi in occidente siamo stati costretti a introdurre misure restrittive dei diritti della persona, operando delicatissimi bilanciamenti dei principi costituzionali”.

“Abbiamo operato sempre scelte migliori? Ciascuno esprimerà le proprie valutazioni. Per parte mia – ha spiegato ancora il premier alla Camera – posso dire che il governo ha operato con massimo scrupolo e attenzione per i delicati bilanciamenti anche costituzionali. Se io oggi posso parlare a nome di tutto il governo a testa alta non è per l’arroganza di chi ritiene di non aver commesso errori ma è per la consapevolezza di chi ha operato con tutte le energie fisiche e psichiche per la comunità nazionale”.

“Non avremmo potuto realizzare tutto questo se non ci fossero state condivisione, collaborazione, responsabilità, in ciascuna – ciascuna – forza politica”, ha spiegato Conte elencando le principali misure della legge di bilancio e il decreto semplificazioni. “E’ stato fondamentale anche il senso di responsabilità delle forze opposizione che, pur nella dialettica della politica, hanno contribuito ad affrontare dei passaggi critici. Bisogna darne atto. Avete avanzato anche proposte concrete, qualificanti, alcune delle quali sono state accolte dalle forze di maggioranza”.

“Proprio nei momenti più critici del Paese dobbiamo trovare le ragioni più nobili e alte della politica”, come “servizio per i bisogni della comunità nazionale” e non come “logica di potere. Alla società che sta uscendo con difficoltà dalla pandemia non possiamo offrire risposte mediocri. Il governo deve essere all’altezza di questo compito”.

“Il 13 gennaio in una conferenza stampa sono state confermate le dimissioni delle ministre di Iv. Si è aperta una crisi che deve trovare qui in questa sede il proprio chiarimento in trasparenza del confronto e linearità di azione che hanno caratterizzato il mio mandato”. “Le nostre energie dovrebbero essere tutte, sempre concentrate sulla crisi del Paese. Così, agli occhi dei cittadini, appaiono dissipate in contributi polemici, spesso sterili, del tutto incomprensibili. Rischiamo così tutti di perdere contatto con la realtà. C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No”.

Nel pieno della pandemia Covid e mentre “da casa ci ascolta chi ha perso i propri cari, confesso di avvertire un certo disagio. Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento”.

“Questa crisi ha provocato profondo sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto”, ha proseguito il premier Conte parlando della fiducia tra le forze alleate come “condizioni imprenscendibile” per guidare il Paese.

“Nonostante ci sia stato un chiaro contributo al miglioramento della bozza originaria” del Recovery plan “c’è stata un’astensione motivata principalmente per il fatto che la bozza non contempla le risorse del Mes, che però nulla ha a che vedere con il Recovery fund”. Il Recovery Plan italiano sarà un piano “largamente condiviso, uno sforzo collettivo di cui andare fieri”.

Il Paese “merita un governo coeso, ora si volta pagina”.

Quanto alla politica industriale “dobbiamo proseguire nel proteggere gli investimenti più strategici del Paese”. “Dobbiamo rafforzare politiche di intervento sulla base delle nostre filiere più produttive”.

“L’assegno unico mensile si colloca in una cornice di interventi volti ad alleggerire il peso fiscale sulle famiglie”. Da “luglio” sarà introdotto “l’assegno unico mensile” per famiglie con figli sotto i 21 anni.

Poi ancora: “il governo, chiaramente nel rispetto delle determinazioni delle forze parlamentari, si impegnerà a promuovere una riforma elettorale proporzionale, quanto più possibile condivisa, che possa coniugare le ragioni del pluralismo con l’esigenza di assicurare stabilità al sistema politica”.

Per le sfide che attendono l’Italia servono “la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli della delicatezza dei compiti. Capaci di sfuggire gli egoismi e l’utile personale”.

“Questa alleanza può già contare su una solida base di dialogo alimentata da M5s, Pd, Leu, che sta mostrando la saldezza del suo ancoraggio e l’ampiezza del suo respiro. Sarebbe un arricchimento di questa alleanza poter acquisire contributo politico di formazioni che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista. Ma chiesto un appoggio limpido e trasparente.

“Viste le nuove sfide e anche gli impegni internazionali, non intendo mantenere la delega all’Agricoltura se non lo stretto necessario e mi avvarrò anche della facoltà di designare un’autorità delegata per l’intelligence di mia fiducia”.

“Aiutateci a rimaginare la crisi in atto. Cari cittadini, la fiducia deve essere reciproca, deve essere un qualcosa che si alimenta in maniera biunivoca. Avete offerto una risposta di grande responsabilità, state dimostrando di riporre grande fiducia nelle istituzioni. Confido che con il voto di oggi anche le istituzioni sappiano ripagare questa fiducia” riparando “il grave gesto di irresponsabilità” che ha prodotto questa crisi.

“Costruiamo un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”, ha concluso Conte il suo intervento in Aula alla Camera.
Le comunicazioni del presidente del Consiglio sono state punteggiate da quattordici applausi della maggioranza. Di questi, uno solo è stato condiviso da alcuni deputati di Iv, quello relativo all’annuncio della prossima nomina di una Autorità delegata per i Servizi segreti. L’applauso più convinto è stato quello che ha sottolineato il ringraziamento del presidente del Consiglio al ruolo dei sindacati, ma anche quello per la scelta di Procida come capitale della Cultura è stato fragoroso. Applausi sono arrivati quando Conte ha rivendicato il “buon lavoro” del suo governo, la sua capacità di “offrire il meglio alla comunità nazionale”, sul varo dell’assegno unico mensile. Battimani arrivano quando Conte auspica una “soluzione alla crisi” che “la gente non capisce” e “non ha senso”. Consenso della maggioranza non condiviso dall’opposizione, all’annuncio di una legge elettorale in chiave proporzionale. Polemiche all’appello a dare “un contributo” lanciato alle forze politiche e al bisogno di “dire no al sovranismo”.

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