Conte abbraccia l’Europa: incontri in programma con la von der Leyen e Macron

Incassata la fiducia anche al Senato, non senza un nuovo scontro con Salvini, il premier Conte sarà oggi a Bruxelles per una serie di colloqui, da von der Leyen a Juncker, mentre a Roma l’attenzione è sulla nomina di 42 sottosegretari in un clima non proprio disteso.

‘Sarà una Commissione che farà quello che dice. Guidata con determinazione, concentrata su questioni chiave e capace di dare risposte’, è la promessa di Ursula von der Leyen all’Europa, nel giorno della presentazione della sua squadra, la più rosa della storia comunitaria, attenta a equilibri geografici e politici, e con Paolo Gentiloni, il primo italiano all’Economia, a cui affida anche il ruolo di affrontare i debiti alti.

La presidente tedesca sorride in modo rassicurante e parla di un’Unione delle opportunità, dimostrandosi pronta a lavorare alla ricucitura di quelle lacerazioni geografiche e diseguaglianze sociali che rischiano di far naufragare il progetto comunitario sotto l’onda lunga dei sovranismi. Con piglio deciso von der Leyen si dice disponibile ad una nuova estensione sulla Brexit se Londra la chiederà e sposta in alto l’ambizione della lotta ai cambiamenti climatici, in un ‘Green deal’ proiettato verso l’obiettivo della emissioni zero entro il 2050. Ma punta anche a rendere il Vecchio continente all’altezza della sfide dell’era digitale, ridimensionando il potere fuori controllo dei giganti americani; a proteggere i cittadini dalle minacce globali; a disegnare la partnership con gli Usa e a definire con maggior nettezza i rapporti con una Cina sempre più assertiva, cercando di mettere l’Unione il più possibile al riparo dalle tensioni commerciali. E tra i punti centrali c’è anche un nuovo Patto per le migrazioni, con investimenti in Africa e la riforma del regolamento di Dublino.

Alle spalle della leader lo schermo gigante della sala stampa della Commissione europea rimanda l’immagine dell’organigramma del suo team: un drappello di ventisei commissari, che avrà il compito di dare sostanza e concretezza alle linee guida del programma per i prossimi cinque anni. Un insieme dove Paolo Gentiloni occupa la prestigiosa casella dell’Economia.

E nel coro generale dell’euforia giallorossa il premier Giuseppe Conte – che oggi sarà a Bruxelles per incontrare i vertici delle istituzioni europee – esulta: ‘Von der Leyen riconosce all’Italia il portafoglio più forte che c’è. Gentiloni rappresenterà l’Italia intera’.

La danese Margrethe Vestager sarà alla guida di ‘un’Europa all’altezza dell’era digitale’ e responsabile della Concorrenza: politica quest’ultima che von der Leyen pensa di riformare, anche alla luce dello stop di Bruxelles alla fusione Alstom-Siemens.

C’è attesa intanto a Bruxelles per la visita di Conte: vedrà i presidenti uscenti ed entranti della Commissione (Juncker e von der Leyen), e del Consiglio (Donald Tusk e Charles Michel), oltre al presidente dell’Europarlamento David Sassoli. Migranti, crescita e flessibilità saranno al centro dei colloqui.

 Il presidente del Consiglio ha in programma due incontri, uno con la von der Leyen e uno con Macron. Due vertici in occasione dei quali Conte proverà a intavolare una trattativa seria sul caso migranti, con la Ocean Viking che si muove in acque internazionali e presto chiederà un porto sicuro. Non mancherà occasione per chiedere anche clemenza per quanto riguarda la prossima manovra economica che dovrà presentare entro la fine del mese il titolare del Mef Gualtieri.

In occasione del suo incontro con la von der Leyen Giuseppe Conte presenterà la sua nuova Italia, decisamente più europeista e meno belligerante. Una garanzia insomma, già premiata dai mercati e dalle agenzie di rating. Tutti guardano con fiducia al governo giallorosso e non è da escludere che da Bruxelles possa arrivare un aiuto al nuovo governo.  Conte chiederà tolleranza e flessibilità ma anche in occasione del suo intervento in Senato ha sottolineato che la manovra sarà fatta in Italia e per l’Italia. Bruxelles dovrà solo controllare i conti, possibilmente con un occhio di riguardo per aiutare la nuova alleanza.

Il 18 settembre Giuseppe Conte incontrerà invece Emmanuel Macron, il presidente della Francia diventato per mesi il nemico numero uno del governo italiano a guida gialloverde. Il numero uno dell’Eliseo chiederà al’Italia la sua posizione in tema di migranti e potrebbe chiedere al premier garanzie su Di Maio per accertarsi che i rapporti con i gilet gialli siano solo un brutto ricordo, un errore giovanile da non ripetere mai più.

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